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Cattivo credito e debito pubblico, una miscela esplosiva

Care banche, sottoscrivete meno Btp e fate più credito alle imprese. Firmato, Ignazio Visco, Governatore della Banca d'Italia. Il confronto sul da farsi fa un salto. L'allarme lanciato da Visco sul sistema bancario è  chiaro: chiede un cambio di rotta per fronteggiare il credit crunch e rivedere il governo societario. Cosa questa, assieme alla richiesta di "agevolare la risoluzione dei prestiti in sofferenza iscritti nel bilancio delle banche", che sollecita anche la Commissione europea nelle sue "raccomandazioni" al governo italiano. Contemporaneamente, però, Visco dice rivolto al governo che occorre fugare ogni dubbio sulla messa in sicurezza della finanza pubblica.

I due temi sono strettamente collegati. E sono potenzialmente esplosivi. Le banche hanno in pancia oltre 400 miliardi di Btp, cioè di debiti sovrani. Le agenzie di rating tengono sotto stretta sorveglianza il debito italiano, che non è stato declassato nei giorni scorsi ma il cui outlook è prospettato come "negativo". Con i titoli di Stato italiani considerati così a rischio, l'effetto valanga derivante da un downgrading è sempre alle porte. In Italia ma anche in Europa. Sul Wall Street Journal Simon Nixon riportava oggi questa immagine a proposto dei bad debts nell'eurozona (dove le banche trattengono ancora 695 miliardi di euro su 1,1 trilioni di prestiti forniti dalla BCE): "Il centro sospetta la periferia, la periferia sospetta il centro e tutti sospettano gli italiani".

Ha fatto bene Visco ad accendere un luce forte sul problema. L'Italia non può permettersi disastrosi scivoloni e senza riattivazione del credito non potrà esserci ripresa.