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Facciamo volare la banda larga, questo è il vero interesse nazionale (e dei contribuenti)

Cosa è strategico nell'interesse nazionale e cosa no? Alitalia lo è? E soprattutto: l'azionista (pubblico) Poste poteva essere impiegato su un terreno diverso? Nel 2013 una compagnia di bandiera a trazione statale ha poco senso in generale su un mercato globale spietato e concorrenziale. E poi Alitalia era già stata privatizzata (a spese dei contribuenti). Se è fallito il progetto industriale – è venuta meno la rendita di posizione assicurata dalla tratta Roma-Milano, erosa dalla concorrenza dei treni veloci- è stato ora un errore far rientrare, di fatto, lo Stato-padrone in pista di lancio. Si dice che sarà un passaggio solo transitorio, in modo da trattare pari a pari con Air France. Ma si dice sempre così, in queste occasioni. Vero è il fatto (ricordiamolo, non c'è più nemmeno l'Iri) che si vola al buio sull'onda dell'emergenza. Altro che cabine di regìa: una politica industriale (non invasiva e dirigista per scambiare favori e poltrone) che individui e segua la rotta dell'interesse nazionale non esiste. Lo dimostra Alitalia, lo dimostra il caso Telecom.

Piuttosto, non sarebbe meglio puntare con forza sulla banda larga come fattore di crescita, un chiaro e indifferibile caso di interesse nazionale? Su cosa questo possa significare e quale cambio di passo sia necessario lo ha già spiegato molto bene @AlfonsoFuggetta qualche tempo fa (http://www.alfonsofuggetta.org/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/astrid.pdf). E c'è da chiedersi, ad esempio, se un soggetto come le Poste non sarebbe stato più utile a sostegno, eventualmente, della banda larga e dell'infrastrttura-rete di chiaro interesse nazionale. Ha detto un paio di giorni fa a Roma Eric Schmidt, presidente di Google: "vogliamo investire in Italia, ma serve la banda larga su tutto il territorio". Ad esempio, ha spiegato, "favorire la conoscenza e l'esportazione dei prodotti agricoli e alimnetari del made in Italy è un passo fondamentale per il rilancio del paese, e bisogna dare maggiore visibilità in generale alle eccellenze italiane". E per far questo bisogna puntare anche alla diffusione delle competenze digitali soprattutto tra i giovani.

Vogliamo dargli torto? No, ha ragione il presidente di Google. La banda larga è di sicuro un interesse nazionale. Una compagna aerea può non esserlo, e comunque su questo terreno sono stati già bruciati molti miliardi pubblici. Evitiamo altri pasticci e guardiamo un po' più avanti.