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Passera-Letta, s’arroventa il match su Alitalia-AirOne. Seconda puntata. E non finisce qui

L'avevamo previsto che non sarebbe finita qui (http://guidogentili.blog.ilsole24ore.com/2013/10/alitalia-costretta-a-salvare-air-one-letta-ha-riaperto-il-caso-e-non-finisce-qui.html. Ed ecco puntuale la seconda puntata: l'ex amministratore delegato di Banca IntesaSanPaolo ed ex ministro dello Sviluppo del Governo Monti, Corrado Passera, risponde al premier Enrico Letta sul caso Alitalia-AirOne. Un duello senza esclusioni di colpi (nell'intermezzo, anche Romano Prodi è sceso in campo per dire la sua) nonostante né l'uno né l'altro abbiano abbiano fatto nomi. Il che, forse, è anche peggio.

Letta in un'intervista al Sole 24 Ore di sabato 12 ottobre aveva puntato il dito contro l'operazione del 2008, quella della cordata dei "piloti coraggiosi" made in Italy per stoppare la vendita ad AirFrance, affermando seccamente che la privatizzazione fu "una strada condizionata dall'obiettivo dell'integrazione coatta tra Alitalia ed AirOne, che aveva alla base la volontà di salvare AirOne". Accusa durissima perché avanzata da un Presidente del Consiglio in carica e perché è relativa ad un'operazione (voluta allora dal Governo Berlusconi) che è costata molti miliardi ai contribuenti e che si è rivelata fallimentare.

Letta non ha fatto nomi, ma è chiaro che nel mirino c'era -oltre al governo Berlusconi- il regista finanziario dell'operazione che fin dall'inizio sollevò molti dubbi sull'integrazione con AirOne. Parliamo dell'allora ad di Banca IntesaSanPaolo (che entrò come azionista in Alitalia) Corrado Passera. Il quale oggi in un'intervista al "Messaggero" risponde. Non cita Letta ma l'affondo è pesante: "Molti -è la domanda del giornalista Umberto Mancini- sostengono che la vicenda AirOne fu un favore fatto anche ad IntesaSanPaolo, visti i suoi crediti verso il gruppo di Toto (il patron di AirOne, ndr). Risposta di Passera "Qui entriamo nella fantascienza. Mai esistiti quei crediti. Si dovette invece insistere, e non poco, per far confluire AirOne nella nuova Alitalia in quanto era l'unico modo per raggiungere la dimensione critica sufficiente e per accelerare l'ammodernaemto della flotta. E i fatti dimostrano che fu una buona scelta". Dunque, altro che scelta "coatta che aveva alla base la volontà di salvare AirOne", come dice il premier Letta. Hanno dovuto insistere, nell'interesse di Alitalia, per fare l'integrazione (molto discussa, come abbiamo spiegato nel post del 13 ottobre cui rimandiamo).

Due verità contrapposte e in mezzo Romano Prodi che parla (a ragione) di "disastro" e di spreco di 5 miliardi pubblici. E proprio questo è il punto: i soldi bruciati dei contribuenti. Sull'altare del salvataggio di AirOne, come dice il presidente del Consiglio? Oppure questa è "fantascienza", come risponde Passera? No, non è finita qui. Al netto dei duelli (senza i nomi), la posta che è stata giocata è troppo alta per essere lasciata a mezz'aria.