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Sud, i bambini con meno di un anno sono 531mila. Come gli over76. Tsunami demografico che non fa notizia

Più morti che nati, non succedeva dal 1918. E nei prossimi 50 anni perdita di altri 4,2 milioni di abitanti. Un anziano ogni tre abitanti e parità tra le persone in età lavorativa e quelle troppo giovani o troppo anziane per lavorare: a passo rapido verso un welfare insostenibile.

Del Sud, per decenni, si è parlato fin troppo. L'irrisolta "questione meridionale" ha prosciugato strada facendo non solo montagne di soldi ma anche una seria discussione e la voglia stessa di "riscatto". Troppi scandali, troppe parole al vento, troppe promesse e impegni non mantenuti dalle classi dirigenti locali. Così, quasi in silenzio, si passa all'estremo opposto: anche quando i numeri stordiscono, il Sud non fa quasi più nemmeno notizia. Una sorta di autorimozione collettiva del problema.

Invece il problema c'è, ed è grosso. Il Rapporto Svimez appena pubblicato è uno spaccato che toglie il fiato. La questione demografica è da allarme rosso.  Gli italiani sono appena meno di 60 milioni e tra il 2001 e il 2011 la popolazione è cresciuta del 42,8 per mille, ma soprattutto al Centronord (63,9 per mille contro il 5 del Mezzogiorno), livello che non si registrava dagli anni Settanta. Ma, allora, dov'è il problema? Eccolo : il Sud non è più il tradizionale bacino di crescita demografico italiano e nel 2012 i morti hanno superato i nati, risultato negativo raggiunto solo nel 1867 e nel 1918. Con i bambini di età inferiore ad un un anno (531 mila) che nel 2012 hanno raggiunto lo stesso numero degli anziani over 76.

Non bastasse, la Svimez mette nero su bianco una proiezione da brivido: nei prossimi 50 anni, da qui al 2065, il Mezzogiorno (nonostante il contributo positivo degli immigrati) perderà ancora 4,2 milioni di abitanti rispetto all'incremento di 4,5 milioni al Centronord . "Un vero e proprio stravolgimento demografico che interesserà tutte le classi di età più giovani, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili", osserva il direttore della Svimez Riccardo Padovani. "Da un'area giovane e ricca di mentri e braccia, il Sud si trasforma sempre più in un'area anziana, economicamente sempre più dipendente dal resto del Paese". Un destino tremendo, per il Sud e per l'Italia. Far finta che non esiste non lo cambia.