Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Domani Berlusconi dovrebbe fare come Zapatero. E rispondere a una domanda sull’Italia e l’euro…

Domani Silvio Berlusconi,  protagonista della presentazione del libro di Bruno Vespa "Sale, zucchero e caffè"  (assieme questa volta ai giornalisti Virman Cusenza e Antonio Polito) dovrebbe rispondere ad una domanda precisa. Questa: è vero che nell'autunno del 2011, poco prima delle dimissioni del suo governo, aveva iniziato a profilare ai leader europei la possibilità dell'uscita dell'Italia dall'euro?

Avvicinandosi una campagna elettorale per le elezioni europee del 22 maggio 2014 che è già oggetto di un intenso confronto interno tra i partiti (tutto centrato, di fatto, sull'euro-critica, con tanto di  richiesta di Grillo per un referendum sull'euro, come da PIT STOP del 2 dicembre) una risposta chiara di Berlusconi sarebbe molto utile per capire cosa davvero accadde in quelle settimane in cui lo spread schizzò a quota 570, con l'Italia che rischiò (almeno secondo Mario Monti, premier dopo Berlusconi di un governo di emergenza) il default.

La prima, autorevole ipotesi sul punto in questione è stata lanciata da Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della BCE dal 2005 al 2011, nel suo recentissimo libro – ricco di fatti e retroscena- "Morire di austerità, democrazie europee con le spalle al muro", edito da il Mulino. A proposito della "minaccia di uscire dall'euro", a suo avviso controproducente, Bini Smaghi scrive: "Non è un caso che le dimissioni del primo ministro greco Papandreou siano avvenute pochi giorni dopo il suo annuncio di tenere un referendum sull'euro, ipotesi rigettata dagli altri paesi, e che quelle del presidente del Consiglio italiano Berlusconi siano anch'esse avvenute dopo che l'ipotesi di uscita dall'euro era stata ventilata in colloquii privati con i governi degli altri paesi dell'euro".

Furono settimane convulse. A sua volta l'ex premier (2004- novembre 2011) spagnolo José Zapatero racconta nel  libro El Dilemma, presentato qualche giorni fa a Madrid, che sia la Spagna sia l'Italia, durante il summit G20 di Cannes del novembre 2011 (quando Berlusconi si presentò a a mani quasi vuote, senza un decreto, per la paralisi del suo governo), furono oggetto di forti pressioni affinché i due paesi chiedessero gli aiuti internazionali. Zapatero è il primo (ex) leader europeo  a fare un resoconto di ciò che accadde a novembre 2011. Toccherebbe ora a Berlusconi chiarire come andarono le cose, e soprattutto rispondere alla domanda se è vero che fu la mincaccia di un'uscita dall'euro che portò l'Italia in un imbuto e lo costrinse poi alle dimissioni.