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Renzi si occupi subito degli accordi. Ma non quelli politici, quelli “contrattuali” in Europa

Matteo Renzi, con in tasca il suo programma "L'ITALIA CAMBIA VERSO, chiude venerdi a Milano la sua campagna per le primarie del Pd. E c'è un problema, apparantemente solo tecnico, di cui si dovrà occupare da lunedi, magari facendo una prima telefonata al premier Enrico Letta. Parliamo degli ACCORDI CONTRATTUALI di cui al post del 25 novembre, di cui il Consiglio europeo si occuperà a Bruxelles il 19 e 20 dicembre. Si tratta di una proposta fortemente voluta dalla Germania che prevede in un sostanza uno scambio: il Paese in difficoltà e sotto osservazione di Bruxelles (è il caso dell'Italia,  con la Commissione europea che continua a chiedere un rafforzamento della manovra per il 2014 al fine di abbassare il debito pubblico) ottiene e aiuti e agevolazioni in cambio di un controllo ancora più stretto da parte della Ue.

Con i ministri dell'Economia Saccomanni e per gli Affari europei Moavero Milanesi, il Governo ha mostrato un interesse favorevole, mentre il presidente del Consigio Letta non si è ancora espresso sul punto. La materia è di quelle scottano: a parte il fatto che ci si muove ancora una volta sul terreno degli accordi intergovernativi, l'Italia è d'accordo su una nuova cessione di sovranità dopo aver già approvato (senza troppo approfondire) la "sorveglianza rafforzata" prevista dal TWO PACK?

Renzi -definitosi "più casinista e rivoluzionario che moderato"- sull'attuale modello di Europa "tecnocratica" appare molto critico, come mostra il suo programma che presenta spunti in comune con Grillo e Berlusconi (PIT STOP del 2 dicembre). Oggi ha riconfermato il "basta con i tecnici e i giudici che decidono tutto" e ha detto che il governo in questi otto mesi "sulle questioni vere non ha fatto granché".

Mancano pochi giorni al vertice di Bruxelles sugli "accordi contrattuali". Renzi non può non occuparsene subito, perché è interesse dell'Italia discutere e fissare una posizione su un punto fondamentale, una "questione vera". Il tempo degli slogan è finito, Renzi spieghi come la pensa.