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Il Censis e De Rita si cucinano la “coazione alla stabilità”. E la classe dirigente che sbaglia strada

Va bene che Giuseppe De Rita, anima storica del Censis, non si è mai fatto ingabbiare negli stereotipi del dibattito corrente. Capitano di lungo corso controversiale, si è sempre sforzato di dire qualcosa di nuovo. A volte ci ha convinti, altre volte no, ma non è questo il punto. Il fatto è che quest'anno il rapporto Censis 2013 si è spinto molto in là, fino a formulare accuse durissime alla classe dirigente italiana, politica e no. Realtà da sottolineare, nel momento in cui -per citare solo l'ultimo, dirompente avvenimento politico- è aperto il dibattito sul Parlamento "delegittimato" a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha abbattuto il "porcellum".

"Una classe dirigente -secondo il Censis- che tende a ricercare la sua legittimazione nell'impegno a dare stabilità al sistema, magari partendo da annuncia drammatici, i decreti salvifici e complicate manovre che la sola motivazione e il solo effetto di far restare essa stessa la sola titolare della gestione della crisi". E' la "stabilità", o meglio la "coazione all'instabilità" nel mirino del Censis. Ed è i "impossibile pensare ad un cambiamento", "perché "la classe dirigente non può e non vuole uscire dalla implicita ma ambigua scelta di drammatizzare la crisi per gestirla: una tentazione che peraltro vale per tutti, politici, come amministratori pubblici, banchieri come opinionisti".

E su cosa significa fino in fondo la "coazione alla stabilità" il Censis lo mette nero su bianco: "non può certamente coprire lo sconforto collettivo di fronte al permanere dei pericoli di catastrofe", cosa che ha condotto "a una tale paura del conflitto da sfociare in una reinfetazione delle forze politiche nelle responsabilità del Presidente della Repubblica".

Finito qui? No. Perché "non si è avuta adeguata coscienza che un'opzione di questo genere fosse -afferma il Censis- un "grande incubatore di disturbi essenziali e di sistema".

Insomma, l'Italia avrebbe sbagliato strada con la "coazione alla stabilità". Una chiave lettura che non piace di sicuro al Quirinale (presidente Napolitano) o aPalazzo Chigi (presidente Letta) e che invece piacerà sicuramente a Beppe Grillo e al M5Stelle, a Matteo Renzi e a Forza Italia a trazione Berlusconi (la nuova maggioranza eurocritica). Ancora una volta, De Rita ha spiazzato tutti.