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Se i Commissari Ue Reding e Rehn non citano l’Italia. Occhio, Governo Letta, a Bruxelles e al deficit

Ok a Irlanda, Lettonia, Portogallo, Spagna. E l' Italia? Parola (scritta) non pervenuta. E qualcosa vorrà pure dire, se due vicepresidenti della Commissione Europea non la citano.

I fatti. Viviane REDING e Olli REHN, Commissari europei, rispettivamente, per la Giustizia e gli Affari economici e monetari (nonché vicepresidenti del "governo" europeo) hanno scritto pochi giorni fa un articolo a doppia firma per il quotidiano economico tedesco Handelsbatt che in Italia, il giorno successivo, è stato pubblicato da La Stampa. L'articolo si sofferma sulle prospettive del 2014 in Europa e commenta la situazione in alcuni paesi.

Ecco dunque la LETTONIA (dal primo gennaio nell'eurozona) "uscita solo due anni fa da una profonda recessione grazie ad un programma Ue-Fmi e che oggi è l'economia in più rapida crescita della Ue". Ecco l'IRLANDA, "un altro Paese che sta uscendo rafforzato al termine di un programma di sostegno triennale". Ecco citati anche la GRECIA e il PORTOGALLO (Lisbona assieme all'Irlanda sta registrando i più alti tassi di crescita dell'occupazione). Ed ecco, soprattutto, citata la SPAGNA (nostra "concorrente" diretta sul terreno degli spread) che tra pochi giorni uscirà dal programma di assistenza finanziaria e che "grazie a importanti riforme economiche sta creando le condizioni per una ripresa duratura della crescita e della creazione di posti di lavoro".

E Italia, che pure è uscita dalla procedura d'infrazione per deficit eccessivo lo scorso maggio? Non una parola dalla coppia Reding-Rehn, silenzio assoluto, mentre a Roma il governo LETTA salutava la discesa dello spread sotto i 200 punti come la prova del successo della sua politica economica.

Il segnale non è certo confortante, dopo le critiche di Bruxelles a novembre sulla legge di stabilità (e il testo approvato dal Parlamento non l'ha certo rafforzata, al contrario) e il giudizio negativo che ne è scaturito subito in attesa di una verifica sulla linea di condotta del Governo italiano.  La verifica -sulla quale non potranno non incidere i pasticci di queste ultime settimane e la permanente incertezza sulla tassazione sulla casa- ci sarà tra poco, a febbraio, quando la Commissione valuterà la possibilità di accordare a Roma il disco verde sugli investimenti che valgono +0,3% nel rapporto deficit/Pil . Ma verranno esaminati anche i risultati finali del 2013 e le prospettive 2014 del deficit, capitolo che per l'Italia già si prospetta difficile. Oltre all'aggiornamento delle previsioni sulla crescita 2014, che oggi tra Roma (1,1%) e Bruxelles (+0,7%) divergono).