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“Considerato che…”, ecco il rebus del nome del nuovo ministro dell’Economia. Renzi tiri dritto

Per Matteo RENZI ecco il rebus della nomina del nuovo ministro dell'Economia, scelta-chiave per il nuovo governo. Cosa può fare? considerato che:

 - deve essere gradito al Presidente Repubblica, al Presidente della BCE e all' "Europa" (Berlino in particolare);

-deve essere in sintonia con la Banca d'Italia

– sarebbe meglio che fosse un politico ma con grande bagaglio tecnico

-può essere una donna, ma anche no

-potrebbe anche essere un tecnico ma con spiccata attitudine alla politica (ma non può essere, ad esempio, un economista di scuola americana perché "l'Europa ci guarda")

-sia nel caso sia un politico, sia nel caso sia un tecnico, dovrebbe conoscere bene il ministero, il Parlamento e in generale la macchina dello Stato (e comunque sarebbero molto gradite qualificate esperienze professionali all'estero)

-dovrebbe essere giovane e ambizioso ma con sufficiente esperienza ed equilibrio, oppure già molto esperto ma fortemente innovativo e decisionista

-può essere di sinistra ma non troppo, liberale classico no, liberale rivoluzionario abbastanza

-la nomina deve riscuotere evidentemente la fiducia della maggioranza di governo

-il presidente del Consiglio non può permettersi in nessun caso che il ministro dell'Economia entri in rotta di collisione con il premier (vedi caso Tremonti-Berlusconi nel 2011)

Bene, considerato tutto ciò (e molte altre varianti possibili) l'unica cosa che può fare RENZI è tirare dritto con un sistema maggioritario secco: un nome, di qua i costi, di là i benefici, di qua i più e di là i meno secondo una scala valoriale che sta nella testa del presidente del Consiglio incaricato. Punto, altro non si può (e non si deve) fare.