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Quella linea rossa (da non superare) tra riformismo duro e sbrigativismo

Il riformismo duro presuppone chiarezza d'intenti e velocità di esecuzione. Ma c'è una nemmeno troppo sottile linea rossa che lo separa dallo "sbrigativismo" alla fine poco concludente. Ecco, il premier Matteo RENZI dovrà fare molta attenzione a non superare quella linea, perché in quel caso rischierà molto: per sé e per la possibilità che l'Italia esca dalla citatissima "palude".

Il direttore di "Europa" Stefano MENICHINI spiega oggi che "di tutti gli argomenti critici possibili, gli avversari di RENZI fuori e soprattutto dentro il PD dovranno evitarne solo uno, pena plateale figuraccia e smentite troppe facili: che la fine del bicameralismo sia una decisione 'affrettata' e che sia necessario prendere altro tempo". Vero, non c'è tempo da perdere e il titolo dell'articolo è indovinato: "Troppa fretta? Casomai è troppo tardi".

A condizione che non si scivoli nello "sbrigativismo" quotidiano: pioggia mediatica di annunci, risposte e rispostine, riproposizione continua dell'alternativa "prendere o lasciare" (c0n la variante "o così o me ne vado"), numeri non sempre certi, traiettorie politiche acrobatiche. Lo "sbrigativismo" sarebbe una versione abborracciata, e infine inconcludente, del riformismo necessario per uscire dalla palude.