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Telegraph, Mediobanca e la bomba nucleare. Da Londra posta per Renzi e per l’Italia: se il debito sale al 145%…

Nel suo blog sul prestigioso giornale inglese “The Daily Telegraph”, una delle prime firme del quotidiano, Ambrose EVANS-PRITCHARD, scrive con toni molto preoccupati e critici della situazione italiana, definendo tra l’altro il premier Matteo Renzi un “Italy’s rock star leader” che deve prendere atto che la sua prima scommessa sulla ripresa è fallita.
Il dato di partenza è quello fornito dall’Ocse, che prevede per il 2014 (e lo stesso ha appena fatto il Centro Studi Confindustria) una decrescita del Pil pari a -0,4% ed un effetto di trascinamento negativo per il 2015.
Ma EVANS-PRITCHARD, in particolare, riporta anche il giudizio Antonio GUGLIELMI, strategist di Mediobanca a Londra, per il quale l’Italia che non cresce rischia un “catastrofico” avvitamento, un “punto di non ritorno”, a motivo della parallela esplosione del debito pubblico. Che GUGLIELMI prevede attestarsi nel 2015 a quota 145% del Pil (nel primo quadrimestre 2014 eravamo al 135,6%, Confindustria ipotizza un 137% per fine 2014 e 137,9% per il 2015).
Così, se il presidente della BCE Mario DRAGHI, ora impegnato in una sorta di partita di poker, non riuscirà a dare la scossa prevista, “l’Italia è morta” è il giudizio di GUGLIELMI riportato da EVANS-PRITCHARD (il cui post è titolato “Solo una bomba nucleare monetaria può salvare ora l’Italia, dice Mediobanca”).
Renzi, conclude poi l’editorialista del “Telegraph”, dovrà di nuovo prendersi un altro rischio e scegliere. O segue la strada di un’ulteriore austerità o “pensa un’idea migliore”. Nel primo caso, rimanendo intrappolato nella spirale meno crescita più debito pubblico, sarebbe destinato a subire la stessa “disastrosa sorte” del leader francese Francois HOLLANDE. L’alternativa, in effetti, è proprio questa.