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Italia a debito e clup, due slides da brivido. Gli artisti del galleggiamento sono avvertiti

Da dove veniamo, dove andiamo. Due slides che fanno riflettere, quelle preparate dal direttore del Centro Studi Confindustria (CsC), Luca PAOLAZZI. La prima (eccola, Pag.19) ci spiega che per troppo tempo l’Italia ha vissuto al di sopra dei propri mezzi. La seconda (clup) illustra l’andamento del costo del lavoro per unità di prodotto mettendo a confronto, dal 2000, Italia, Germania, Spagna, Francia. Basta un’occhiata, i trend si commentano da soli e spiegano quanto sia duro e difficile il recupero. “L’indebolirsi della capacità di creare reddito prefigura un arretramento delle condizioni di vita, rispetto sia al nostro passato sia ai principali attori mondiali”, ha detto nei giorni scorsi il direttore generale della Banca d’Italia, Salvatore ROSSI (Pit Stop di domenica scorsa). “La preoccupazione è ancor più viva se si tiene conto che tra quarant’anni il rapporto tra le persone in età di lavoro (20-69) e gli anziani inattivi si sarà dimezzato, da 4 a 2. Anche il solo mantenimento degli standard di vita pro-capite attuali richiederebbe un aumento della produttività del lavoro del 25%”.

Cifre e trend da brivido. Gli artisti del galleggiamento dovrebbero tenerne conto, prima di affondare.

  • Fla |

    Eh l’atavica abitudine giornalistica di dire sempre le mezze verità…perchè si, dare un grafico ed affermare che “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”, senza spiegare che il conto corrente tiene appunto conto sia dei beni tangibili (merci) che intangibili (servizi, redditi), è un gioco a doppio taglio. Perchè? Perchè a chi non è avvezzo a tali parametri potrà tutto sembrare “deduttivo”, ma a chi almeno un pochino ne capisce risulta invece un’emerita buffonata ed in malafede. Ad esempio, il saldo merci italiano è stato negativo nel 2006,’08,’10,’11. Abbiamo venduto all’estero più di quanto importato. Il saldo servizi invece è stato negativo ma sempre di poco. Ciò che ci affossa sono i redditi netti dall’estero (da lavoro e da capitale) ed i trasferimenti (UE, FMI ecc.). I redditi netti dall’estero sono divisi, a grandi linee, fra Investimenti Diretti ed Investimenti di portafoglio. I primi sono grosso modo i profitti che le aziende straniere re-impatriano dalle loro filiali italiane, i secondi gli investimenti, ad esempio, su nostro debito pubblico. I terzi, i nostri versamenti agli enti sovranazionali quali UE e FMI. Bene, togliamo queste voci, e chiediamo al Sig. Paolazzi cosa ne verrebbe fuori… In merito al CLUP: facciamo quindi come la Germania. Invece di un operaio a tempo indeterminato, assumiamone due/tre con i minijob. Vedremo che il CLUP cala. Facile no?

  • Guido Gentili |

    Su crescita demografica siamo agli ultimi posti, appena prima di Portogallo e Grecia. Un link di sintesi utile dell’Istat http://www.istat.it/it/files/2014/02/nota-stampa-noi-italia-2014.pdf

  • Dante |

    ma in europa allora quale altro paese si salva da questa deriva diciamo demografica ?
    Noi siamo messi male sia sui 2 indici, ma gli altri paesi europei non credo che stiamo meglio.
    grazie
    Dante Banfi

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