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Nuvola della crescita a Milano, una startup a “petrolio bianco” che può far volare anche l’Italia

Se ce la fa Milano, e la Lombardia, può farcela l’Italia? I numeri dicono sì. Intanto perché sta ripartendo l’area metropolitana dove sono localizzate più del 40% delle imprese multinazionali presenti in Italia, che da sole realizzano il 10% del Pil italiano. Oggi l’export delle aziende milanesi ha superato il picco registrato nel 2008, quando è scoppiata la crisi, e così il presidente di Assolombarda, Gianfelice ROCCA, può dire che la produzione manifatturiera lombarda continua risalire dal 2013 e che se si guarda all’indice di fiducia del settore (dove sono compresi anche gli ordini) Milano segna un +0,7%, rispetto al -7,1 dell’Italia e al -3,0%  – addirittura- della Germania. Insomma, se l’Italia ancora non vede la luce, Milano viaggia (per fortuna) in netta controtendenza in termini di cose fatte e di fiducia, il “petrolio bianco” dell’economia, come l’ha definito ROCCA.

Le cose fatte (e il metodo che ci sta dietro) sono a bilancio dei 50 progetti lanciati da Assolombarda un anno per “FarVolareMilano”. Un esempio da esportare rapidamente su tutto il territorio nazionale: a maggio è stato lanciato il Codice Italiano Pagamento Responsabili (CPR) che impegna chi lo sottoscrive a garantire ai propri fornitori pagamenti corretti e regolari. Hanno aderito 150 tra imprese, banche e pubbliche amministrazioni che nel corso di un anno effettuano acquisti e pagamenti regolari per 60 miliardi di euro. E se in un anno lo Stato non è andato oltre il pagamento di 32 miliardi del suo debito alle imprese fornitrici, a Milano, grazie al CPR, sono garantiti pagamenti in regola per 60 miliardi.

Altro esempio: cosa fare dopo l’Expo, nell’area che l’avrà ospitato? Invece di pensare al “solito” stadio, ecco “Nexpo”, il nuovo polo dell’innovazione, una digital city che potrebbe aprire le porte alla creazione di una vera e propria Silicon Valley italiana. Del resto, se non qui, nell’area metropolitana (con 8 università e 180 mila studenti) di una regione che a sua volta registra 50 mila addetti alla ricerca, dove? L’innovazione è uno dei capisaldi della storia economica e industriale lombarda e va notato, a proposito di startup, un passo concreto. A Milano, queste usufruiscono degli stessi servizi assicurati a tutte le imprese associate, senza alcun onere contributivo per 48 mesi dalla data della loro costituzione o finché non raggiungono 500 mila euro di fatturato.

Quanto al metodo, nel momento in cui si parla tanto – a torto o a ragione- di “concertazione” paralizzante e “disintermediazione” dei corpi intermedi. Milano (in silenzio, come spesso le capita) sta cercando di realizzare una sorta di “nuvola” della crescita. Raoul C. D. NACAMULLI, professore dell’università Bicocca, sulla rivista Harvard Business Review, ha fatto della strategia di Assolombarda un case study e scrive di “sostegno di un’atmosfera di partecipazione da parte del complesso dei gruppi d’interesse sia interni che esterni che faccia nascere delle occasioni di allargamento della progettualità e di progresso economico e sociale”. A suo modo, anche questa una startup innovativa del laboratorio milanese.