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La battaglia del Def, Renzi e il partito dello status quo che non dorme mai

 Tagli, tasse e un premier, Matteo Renzi, che propaga notizie “ingannevoli”. Un quadro senza speranza? La mia risposta alla lettera di Vincenzo Mannello  pubblicata oggi sul Sole 24 Ore a pag. 22 nella r4ubrica “Risposte ai lettori”.

   Le vacanze pasquali sono terminate sia per quanti ne hanno usufruito in qualche modo sia per coloro che una vacanza la vedono come un miraggio. Cosa ci aspetta oggi? Niente di buono, stando alla lettura dei giornali ed alle notizie divulgate da radio e televisione. La più ingannevole viene da Renzi: “Niente (nuove) tasse” nel Def (Documento di economia e finanza). Manco il tempo di leggerlo in neretto che lo sguardo cade sulla premessa: “dieci miliardi di tagli”. Oddio, quando si parla di “tagli” cominciano, anzi continuano, i guai: cosa ci sarà da tagliare ancora? Stipendi, pensioni, servizi, sicurezza? La sanità peggiorerà ulteriormente? Scompariranno del tutto detrazioni fiscali o magari gli assegni familiari? Un turbine angoscioso di ipotesi si accompagna a questo annuncio, ovviamente soltanto per quanti (come chi scrive) sono cittadini “normali” e non privilegiati. Non basterà la garanzia che la scure si abbatterà sulle “spese superflue”, come magari ci rassicurerà una Maria Elena Boschi. C’è qualche comune mortale, pure renziano, che possa crederci? Coincidenza vuole che il sindaco di Milano Pisapia ci faccia sapere che l’Expo partirà puntualmente anche se con “opere incomplete”. Cosa aggiungere? Al netto di altre informazioni, tutte terrificanti, che si leggono e sentono su Isis, Boko Haram e prospettive di guerra pure per l’Italia, quanto sopra basta ed avanza.

Vincenzo Mannello

Per cominciare, non mischierei Isis e Boko Haram con la battaglia del Def. Quello che dipinge, caro Mannello, è un quadro senza speranza. Che i problemi esistano è un fatto, così come esiste una divaricazione tra ciò che il Governo annuncia e promette e ciò che è stato effettivamente realizzato. Ma la rappresentazione per la quale gli italiani vivono in una bolla mediatica gonfiata dall’ “uomo solo al comando” (Renzi) non mi convince. Bisogna distinguere. Dieci miliardi di tagli alla spesa corrente? Se così fosse davvero, ben vengano, e credo ci sia tutto lo spazio per non toccare i servizi essenziali (ammontano ad oltre 90 miliardi i soli “consumi intermedi”, cioè le spese dello Stato per il funzionamento della PA). Il problema è che non basta dire “niente nuove tasse” perché i tagli disinnescano gli aumenti dell’iva già iscritti a bilancio. La pressione fiscale è già troppo alta e va abbassata, ecco il punto. Ma per ridurre le imposte si devono fare altri tagli di spesa. E non solo la spending review è (colpevolmente) in ritardo. Il partito trasversale “antitagli” e dello staus quo non dorme mai, e qui Renzi incontra resistenze feroci. Va detto anche questo.

twitter@guidogentili1