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Notizie dal deserto del centrodestra: dai Ricostruttori idee su tasse e spesa. Un confronto vero sarebbe utile anche a Renzi

In quel deserto d’idee che contraddistingue il centrodestra non è facile trovare qualche spunto di riflessione politica che vada al di là di una polemica estemporanea e/o strumentale e di una corsa a qualche poltrona. Aggiungiamo un tasso di rancorismo interno a livelli stratosferici e il quadro è completo. La situazione di Forza Italia, in particolare, si commenta da sola. Quindi ben venga qualche idea di politica economica, tanto più che il Def (Documento di Economia e Finanza, prima tappa verso l’approvazione della Legg di Stabilità 2016) è all’esame del Parlamento. Il documento  (presentato giovedi 16 aprile) dei “Ricostruttori” di FI (la corrente forzista schierata contro i vertici berlusconiani del partito e che vede in Raffaele FITTO e Daniele CAPEZZONE, presidente della Commissione Finanze della Camera, i due esponenti di punta) ha il pregio se non altro di formulare alcune proposte nel merito.

Si può essere d’accordo o no con lo sferzante giudizio negativo senza appello sulle scelte del governo RENZI, ma che l’opposizione faccia l’opposizione con argomenti e non con invettive spot può essere utile per tutti (governo compreso). In questo senso, i “Ricostruttori” propongono una manovra choc (40 miliardi di tasse in meno 2 anni e 12 nei successivi 3 “coperti con vere operazioni di attacco alla spesa pubblica eccessiva e improduttiva e al debito pubblico”. Un ribaltamento della logica delle “clausole di salvaguardia”: sono i tagli di spesa che devono diventare automatici, non gli aumenti fiscali. Lo sfondamento “temporaneo” del limite del 3% nel rapporto deficit\Pil per permettere il taglio delle tasse ed il “correlato” taglio della spesa.

Politicamente, le proposte riprendono il filo dell’e-book di Capezzone (“Per la rivincita”) presentato qualche mese fa. I “Ricostruttori” cercano così di riallacciare il confronto con partite Iva, piccole imprese, autonomi, pensionati, una vasta area sociale con cui il centrodestra ha perso il contatto e che il centrosinistra ha trascurato. L’operazione tutto è meno che facile, tanto più con un centrodestra ridotto nelle condizioni in cui si trova. Ma almeno si affaccia qualche idea utile in vista della Legge di stabilità. Non è poco in un panorama che altrimenti finisce per polarizzarsi sull’alternativa “Renzi sì, Renzi no” senza discussione vera nel merito dei problemi.