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Occhio, seconda rata Imu è ancora tra noi. Chiarezza ora e no giochi di prestigio

Non se ne parla, eppure è ancora tra noi. Vale 2,4 miliardi e se le cose non vanno come dovrebbero il 16 dicembre prossimo, giorno dedicato a S. Albina, bisognerà onorare un impegno fiscale. Parliamo della seconda rata Imu-prima casa relativa al 2013, dopo che la prima (quella di giugno) è stata abolita.

Per la verità, gli accordi politici nel governo Letta prevedono (lo ha detto il premier alle Camere in occasione del voto di fiducia del 2 ottobre) la conferma degli impegni assunti in tema di politica fiscale per la casa. Ma il ballo che si è aperto sul problema delle coperture finanziarie della Legge di stabilità approvata il 15 ottobre e trasmessa anche alla Commissione europea in base alle nuove regole stabilite dal "Two-pack" apre la porta a molti interrogativi. La seconda rata Imu-prima casa non è -correttamente- nella Legge di stabilità triennale, ed il problema era stato comunque accantonato spiegando che si sarebbe intervenuti con l'apposito decreto più tardi, a novembre, visto che la scadenza è il 16 dicembre. Ma, appunto, il ballo delle coperture (con la prospettiva di un aumento delle accise -leggi soprattutto alla voce benzina- di 3 miliardi nel 2015 in assenza della spending review) fa di nuovo accendere l'allarme. Perché la coperta, come si dice, è corta, molto corta.

In pratica, come verrà finanziato il taglio della seconda rata Imu-prima casa, manovra peraltro malvista a Bruxelles che "raccomanda" di spostare la tassazione dalle "persone alle cose", come ad esempio gli immobili? Delle due l'una o si tagliano le spese o si aumentano le imposte. La seconda strada sarebbe evidentemente una partita di giro che non necessita di altri commenti. La seconda pare impraticabile visto che parleremmo di tagli con effetti istantanei. E allora? Nessuno lo sa e i giorni passano. Mentre sale l'allarme per il giorno di S. Albina, lunedi 16 dicembre.