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Da Visco (Bankitalia) e Orsi (LSE) due analisi sull’Italia immobile. Dure come pietre

Paese immobilizzato, classe dirigente inadeguata. Italia al capolinea? Alle crude analisi dei professori Ernesto Galli della Loggia e Luigi Zingales sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore di cui abbiamo parlato ieri vanno aggiunte quelle recentissime, non meno impietose (di cui una dai toni quasi apocalittici) del Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, e di Roberto Orsi della London School of Economics. Dice il Governatore, in questo ricalcando anche recenti analisi dell'Ocse, che in Italia "c'è analfabetismo funzionale", che le competenze sono inadeguate e che l'investimento nel capitale umano è decisivo. Dunque, studiare e specializzarsi conviene perché è più probabile trovare poi un lavoro. Ma attenzione. In Italia accade questo: per i laureati tra i 25-29 anni  la probabilità di essere occupati era nel 2011 pari a quella dei diplomati (73%) e superiore di soli 13 punti percentuali a quella di chi aveva conseguito la licenza media. In Europa lavorava invece in media l'86% dei laureati contro il 77% dei diplomati. Che fare? Visco ha spiegato che c'è bisogno anche di un "salto di qualità del settore produttivo", cioè imprese più grandi, più tecnologiche, più internazionalizzate. Il che ci riporta alle critiche di Galli della Loggia e Zingales sulle responsabilità e i ritardi del capitalismo italiano ed in particolare quelle del management.

E poi, quale "salto produttivo" se nel frattempo l'industria sta di fatto scomparendo? Siamo all'analisi di Orsi (http://blogs.lse.ac.uk/eurocrisispress/2013/10/08/the-demise-of-italy-and-the-rise-of-chaos/) che prospetta il grande crac. "Gli storici del futuro -osserva- guarderanno all'Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare in soli vent'anni da una condizione di nazione prospera e leader industriale in una condizione di desertificazione economica".  Il 15% del settore manifatturiero è stato distrutto e 32 mila azienda sono scomparse: questo dato, afferma Orsi, dimostra da solo l'immensa quantità di danni irreparabili che l'Italia subisce. Dove stanno le radici di questo delitto? "Nella cultura politica enormemente degradata dell'élite del Paese, che negli ultimi decenni ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione". Nel giro di pochi anni, è la conclusione (apocalittica) di Orsi, rischia di non rimanere più nulla. Naturalmente si spera che il finale non sia la sceneggiatura di un film catastrofico e non bisogna arrendersi. Però bisogna dire le cose come stanno, e sia Visco quanto Orsi offrono molti spunti su cui discutere senza paraocchi.

  • alberto sanna |

    sicuramente l’analisi del prof Orsi è molto pessimistica, ma fondalmente è corretta secondo me saluti

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