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Matteo vs Marina B, chi più innova vince. La Leopolda contro la Scala, ai piani alti c’è già fermento

Alzi la mano che non assisterebbe con curiosità ad un duello per la leadership in Italia tra Matteo Renzi, classe 1975, e Marina Berlusconi, classe 1966. Firenze contro Milano, la Leopolda contro la Scala, la speranza del centrosinistra contro quella di  un centrodestra nuovo ma sotto il segno di una Berlusconi.

Vincerebbe (nel caso di uno scontro politico ravvicinato, ancora solo un'ipotesi suggestiva) chi dei due riuscisse ad innovare di più. Nel linguaggio e nei programmi da proporre, dimostrando di avere idee forti per risollvere le sorti di quell'Italia immobile analizzata, tra gli altri, dal Governatore della Banca d'Italia Visco e da Roberto Orsi della London School of Econimics (LSE) di cui abbiamo parlato qualche giorno fa.

Ai due (eventuali) duellanti non mancano certo relazioni importanti sulle quali far leva per mettere a punto le rispettive strategie. Sul fronte Renzi basta ricordare il finanziere Davide Serra, che alla Leopolda ha appena detto che "l'Italia negli ultim quarant'anni è riuscita ad esprimere al vertice il peggio della sua classe dirigente". Ma il sindaco di Firenze, al quale piace da tempo il woytiliano 'non abbiate paura' da far digerire ai dirigenti del Pd (concetto ripreso alla Leopolda dall'imprenditore Bruno Cucinelli, che si è rivolto con quello storico richiamo ai giovani) può contare anche sull'appoggio forte di Diego Della Valle, industriale di successo del made in Italy e oggi impegnatissimo a scuotere il vecchio albero dell'establishment finanziario (la dura polemica con Giovanni Bazoli sul caso Rcs-Corriere della Sera ne è la prova documentale).

La recente intervista di Renzi al Corriere della Sera dimostra che sul terreno del rinnovamento della finanza italiana il cuore del "Rottamatore" batte più che mai. "Deve finire il capitalismo relazionale in cui spesso lo Stato ha finito per coprire le perdite", ha detto il sindaco fiorentino. E ancora: "Il sistema bancario è entrato in mondi da cui dovrebbe uscire, compresa l'editoria". E' evidente la linea di contatto con le posizioni di Della Valle, la stessa linea che si nota nel richiamo renziano al "darsi una mano", altro concetto caro all'industriale marchigiano (alla Leopolda, Renzi ha detto che "sul carro non si sale ma si spinge, l'importante è che tutti si diano una mano").

Per Marina Berlusconi vestire i panni della rivoluzionaria anti-establishement sarebbe più difficile ma in un certo ugualmente necessario. Due riviste internazionali autorevoli come Forbes e Fortune l'accreditano da anni nella schiera delle donne più potenti ed influenti del mondo. Carattere decisionista e per nulla incline alla mediazione per la mediazione, si è costruita la sua strada al vertice delle aziende di famiglia (Mondadori, Fininvest, Mediaset) ed è stata nel consiglio di amministrazione di Mediobanca. Può avvalersi (oltre che del ruolo del padre Silvio Berlusconi, ovviamente) di grandi consiglieri familiari di lungo corso come Fedele Confalonieri e Bruno Ermolli, il milanese "partito della Scala" soft e al centro di infiniti contatti nell'establishement. Ma avrebbe il problema politico di far rivivere proprio una rivoluzione, quella promessa da Silvio Berlusconi nel 1994 ma mai realizzata, senza però cadere nella trappola dell'oltranzismo inconcludente sempre pronto a scattare nel centrodestra.

A sua volta, Renzi ha il problema individuato con precisione da David Allegranti su LINKIESTA : "La tonyblairizzazione di Renzi che il sindaco cerca perché ha capito, innanzitutto, che prima di prenderesi il governo del paese bisogna conquistare la guida del partito, passa anche dalla risoluzione del problema chiave della classe dirigente. Tony Blair è Tony Blair anche perché aveva Peter Mandelson, Alastair Campbell. Altrimenti il rischio è di fare la fine del Fli, che quando è nata ha iniziato a raccattare in giro per l'Italia i rottami con cui comporre organigrammi e liste elettorali".

Vedremo come si schiererà, in caso di duello Renzi-Marina B, il vecchio e nuovo establishment. Che però è già in operoso fermento.

  • guido gentili |

    Non so se è fantapolitica. Francamente credo che sia qualcosa di più realistico, anche se Marina Berlusconi continua a smentire. Vedremo. In ogni caso l’idea che la magistratura sia già pronta, eventualmente, a “farla fuori”, come scrive lei, non mi piace e la rifiuto per principio come ipotesi. A ciascuno, politica e magistratura, il suo mestiere, senza incroci preventivi. Almeno così dovrebbe funzionare un sistema democratico

  • guido gentili |

    Dimenticare di proposito il M5Stelle? No, visto che si sta parlando di un (eventuale) duello tra Renzi e Marina Berlusconi. Ci sarà occasione, fatti e programmi alla mano, per intervenire e discutere su M5Stelle

  • lukas |

    Dimenticate sempre e lo fate di proposito il m5s. Avrete, dopo quella di febbraio, un’altra splendida sorpresa a cominciare dalle Europee.

  • ben lupi |

    Fantapolitica. Se veramente la Sig.ra Marina B è intelligente e capace quanto si dice, capirà che non vale la pena immischiarsi nella politica italiana, la storia di suo padre dovrebbe insegnarglielo. Immagino il piacere che la magistratura rossa proverebbe nell’andare a spulciare nella vita presente e passata della Sig.ra Marina alla ricerca di qualunque cosa possa accomunarla al padre e farla fuori alla stessa stregua.

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