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Cuneo fiscale, si rischia la grande incompiuta (e di aumentare le accise sui carburanti)

Rubrica risposte ai lettori sul Sole24Ore di giovedi 31 ottobre

Lettera di Luca Benedetto.

Da sempre si dice che il governo dovrebbe usare la regola del “buon padre di famiglia”. Bel modo di dire, ma qui fra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare!  Sembra che i nostri politici non riescano assolutamente a fare mai la cosa giusta al momento giusto, ma solo la cosa che dà più “visibilità” nel momento specifico. In questo caso mi riferisco alla legge di stabilità, laddove si destina una certa somma al taglio del cuneo fiscale. Lodevole iniziativa, ma vista la pochezza della somma identificata il tutto si tradurrà in cifre assolutamente risibili per le tasche dei cittadini, dunque in un mero effetto annuncio/propaganda. Visti gli importi disponibili, si sarebbe dovuto almeno tentare di usarli in modo che, tramite un effetto leva, il risultato finale fosse migliore per il cittadino.

Quando parlo d’effetto leva penso a cosa avrebbe potuto fare la stessa identica cifra destinata al microscopico taglio del cuneo fiscale se indirizzata al taglio, piccolo, del prezzo dei carburanti.

Tagliare il prezzo dei carburanti vuol dire lasciare più soldi nelle tasche dei cittadini, vuol dire, magari, concordare con il sistema dei trasporti e della distribuzione di fare ricadere a valle quest’iniziativa così da ridurre il costo dei beni al supermercato, lasciando anche li nelle tasche dei cittadini più denaro.

Luca Benedetto 

Risposta di Guido Gentili

Con una battuta si potrebbe rispondere che la storia passata e recente insegna che i prezzi dei carburanti aumentano e mai diminuiscono. Infatti il Fisco è molto affezionato ad essi: tassandoli sono garantiti incassi certi e istantanei. Lei, addirittura, vorrebbe tagliare i prezzi dei carburanti? Proposta da rivoluzionario in assetto da combattimento, altro che “buon padre di famiglia”! Insomma, si accontenti se questi prezzi non aumenteranno, ipotesi purtroppo per nulla da scartare (per esempio mi domando: come verrà coperta l’abolizione della seconda rata Imu 2013?). Quanto alla riduzione del cuneo fiscale per lavoro e imprese, questa poteva essere una “leva” per riattivare domanda e consumi da una parte ed alzare la competitività delle imprese dall’altra. Vista la negativa esperienza passata (il tentativo del governo Prodi nel 2007) per la scarsezza di risorse impegnate, il Governo era stato sollecitato ad intervenire stanziando fondi adeguati. Il risultato, come certificato da Bankitalia, Istat e Corte dei Conti, è che il prospettato taglio sconfina nell’imprudenza per difetto (si veda post Pit Stop sulla Dottrina dello 0,1%). Vedremo cosa accadrà in Parlamento, ma temo che senza vigorosi e reali tagli alla spesa la manovra triennale sul cuneo resterà, in quanto a risultati pro-crescita, un’incompiuta.

Guido Gentili