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Scalfari accusa di grillismo la Spinelli: l’euro-litigio avanza a sinistra. In campo anche Renzi, Prodi, Letta

Sull'euro si litiga a sinistra. E senza esclusioni di colpi. Il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, nel suo editoriale di domenica 10 novembre accusa addirittura di "grillismo" un'altra firma storica di Repubblica, Barbara Spinelli, la quale qualche giorno prima (con l'articolo Europa, l'ufficio delle lettere smarrite) aveva scritto che Beppe Grillo "aveva detto delle cose sensate, che nessun nazionalista direbbe" in tema di eurobond e messa in comune di debiti. Il M5Stelle, aveva aggiunto Spinelli, non è assimilabile a Marine Le Pen in Francia o ai neonazisti di Ungheria e Grecia. Quella che abbiamo di fronte, aveva concluso Spinelli affermando a mio avviso la nuda verità, è un'Europa che distilla "veleni cronici" e un'austerità che "accentua povertà e diseguaglianze".

"Già il fatto di dare ascolto a Grillo", è la replica di Scalfari a Spinelli (figlia di Altiero, uno dei padri del Manifesto di Ventotene) è una "pericolosa ingenuità". Nel mirino del fondatore di Repubblica c'è anche il rottamatore Matteo Renzi, definito un "gran venditore di se stesso", e assimilato anche lui -peraltro eurocritico di quest'Europa- a Grillo e Berlusconi. E non è finita qui. Perché in campo nei giorni scorsi è sceso anche Romano Prodi. ex presidente della Commissione europea, il quale è tornato, ampliandolo e chiedendo una svolta anche nella politica estera italiana a Bruxelles, sul suo storico "il Patto di stabilità fondato sui parametri di Maastricht è stupido". In mezzo naviga così pericolosamente il premier Enrico Letta, autore nel 1997 (ai tempi del primo governo Prodi e appena un anno prima di divenire nel governo D'Alema il ministro più giovane d'Italia) del saggio (Laterza editore) "Euro sì. Morire per Maastricht" contrapposto al saggio gemello "Euro no. Non morire per Maastricht" di Lucio Caracciolo. Altro duello interno alla sinistra di recente ripropostosi sulla rivista di geopolitica Limes (n°4 2013) diretta da Caracciolo, che ha intervistato Letta). Oggi Letta pensa che sulla strada della crescita l'Europa abbia molto sbagliato e che occorrano delle forti sterzate. Ma di certo è lontanissimo da Grillo e assai lontano, di fatto, dallo stesso Romano Prodi, di cui è stato sottosegretario a Palazzo Chigi nel governo Prodi 2006-2008.

Di positivo c'è comunque che qualcosa si muove e che l'eurocritica, sulle basi di un confronto serio sui limiti della costruzione europea, è (definitivamente) legittimata anche nell'establishment di sinistra. Non è poco, anche se con molto ritardo e dopo di anni di scomuniche che hanno impoverito un confronto decisivo per le sorti dell'Italia.

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    Scalfari ha detto che la Spinelli è ingenua su Grillo? Beh: ben difficile dargli torto. Spinelli insegue una alleanza PD-Grillo quando per Grillo dare addosso al PD è il primo obiettivo.

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