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Oggi cambio di stagione, è finita quella del “va tutto bene”. Legge stabilità, ripresa, Europa, Cancellieri

15 novembre 2013, qualcosa è successo. Questo: è finita la stagione del "va tutto bene".

1) caso Cancellieri. E' possibile che il ministro della Giustizia, dopo le nuove rivelazioni sulle sue telefonate a sostegno di Giulia Ligresti, si dimetta prima di affrontare il voto di fiducia in Parlamento, la prossima settimana. Come si usa dire in questi ultimi tempi, le dimissioni erano state "blindate" perché il problema "non esisteva". Invece, esiste.

2) la Legge di stabilità "prudente e innovativa", come l'aveva definita il ministro dell'Economia Saccomanni, è  nel mirino della Commissione europea, che di fatto chiede al Governo di cambiarla e rafforzarla. Bruxelles ritiene tra l'altro insufficiente il percorso dell'Italia sulla strada della riduzione del debito pubblico. Il premier Enrico Letta aveva detto che i "compiti a casa dell'Italia erano finiti" e che la Legge di stabilità era "una svolta". Invece no, i compiti non sono finiti e la Legge di stabilità non è una svolta.

3) la ripresa è "a portata di mano" anche se "non si vede", ha detto il premier. Intanto, il 2013 chiude peggio del previsto (-1,9%). E nella ripresa nel 2014 a quota 1,1% non credono la Commissione europea, l'Istat, l'Ocse, la Banca d'Italia, la Corte dei Conti e molti altri ancora.

Ma, se non altro, accontentiamoci oggi di un cambio di stagione. Quella del "va tutto bene" se n'è andata. Sono stati i fatti a far saltare la blindatura (e sull'Italia bloccata ecco il mio editoriale pubblicato questa mattina sul Sole24Ore).