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Tagliatori&Tagliandi al tavolo della spending review. Bel problema per Cottarelli, atteso come l’angelo risolutore

La grande macchina della spending review sta per partire. Arriverà fino fondo? E come? Potranno sedersi allo stesso tavolo, "tagliatori" e "tagliandi", alti burocrati e liberi pensatori, e individuare soluzioni condivise? L'obiettivo finale dichiarato dal Governo Letta indica 32 miliardi di risparmi nel triennio 2014-2016, ma per ora questa è solo un'indicazione politica di principio, come ho scritto nel mio editoriale sul Sole24Ore di oggi.

Le 10 cartelle del programma di lavoro del nuovo Commissario, Carlo Cottarelli, nel quale viene spiegata la complessa governance dell'operazione per revisionare la spesa pubblica italiana, sono interessanti perché confermano che l'ex direttore del dipartimento affari fiscali del Fondo Monetario ha tutte le carte in regola per affrontare il problema dei problemi dell'economia italiana. Leggendol il suo piano di lavoro si capisce ad esempio come nella sfida italiana siano ben presenti riferimenti di altri grandi esperienze europee (si veda a questo riguardo la recente, ottima ricerca del Formez sulla spending review nell'esperienza internazionale) in particolare a proposito di Francia e Gran Bretagna (che la spending review la pratica dagli anni Novanta).

Il problema in Italia (a parte l'0vvio dato che la scelta politica del governo sta a monte della partita e che questa non può essere "scaricata" sulle spalle tecniche del Commissario) è se un Paese a già alto tasso concertativo e corporativo può permettersi -seppure richiamandosi alle migliori esperienze internazionali, ma l'Italia non è né la Francia né la Gran Bretagna- quel fitto intrecciarsi (una "ragnatela" positiva, secondo il ministro dell'Economia Saccomanni) di incontri e tavoli ad ogni livello così come suggerito dal programma di lavoro di Cottarelli. Tutto questo, peraltro, al netto dei prevedibili problemi che il premier Letta incontrerà a sua volta sul piano politico per tenere assieme sul tema della spesa  il puzzle di una maggioranza ex-larghe intese, frazionata numericamente e politicamente

E' vero che  a Cottarelli, riguardo i risultati finali dei lavori della sua Commissione, spetta l'ultima parola, proprio per evitare il gioco dei veti incrociati e le trappole delle pratiche consociative. Ma appunto per questo (e data la storia ingloriosa di tutti i tentativi fin qui succedutisi per tagliare la spesa), non si poteva semplificare al massimo la governance della Commissione, rendendola più agile, e comprimere i tempi della sua azione?