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Al Senato conoscere per deliberare (più tardi) sul rapporto Fisco-contribuenti. Ma quanto deve aspettare la delega fiscale?

"Conoscere per deliberare", diceva Luigi Einaudi. Pefetto. Purché, ovviamente, non si riveli di fatto una perdita di tempo prezioso e diventi così – magari involontariamente- "conoscere per  deliberare più tardi". E' quello che si rischia al Senato, dove la Commissione Finanze, su proposta del presidente Mauro Maria Marino (Pd) ha deciso all'unanimità, in una seduta-lampo dalle 9 alle 9,25, di varare un'indagine conoscitiva sul rapporto tra Fisco e contribuenti "utile per l'esame della delega fiscale (qui il testo dell'Atto Senato 1058, il relativo dossier del Servizio Studi di Palazzo Madama e il testo della bozza degli emendamenti  emersi in Commissione, ndr) e  di "supporto" al Governo Letta per i relativi decreti delegati,  grazie al contributo che potranno fornire "esperti e professionisti del settore" .

Ma c'è davvero bisogno di una nuova indagine conoscitiva sull'accidentato rapporto tra Fisco e contribuenti, da anni ormai al centro di un dibattito continuo ( per quanto riguarda il tradimento dello Statuto del contribuente, legge del 2000, è sufficiente per esempio sfogliare la collezione storica del Sole 24 Ore e quella degli ultimi giorni in particolare)? Non è servita l'audizione informale della stessa Commissione Finanze del Senato di qualche giorno fa (qui i testi e i documenti )?

E soprattutto: non è stato sufficiente il lavoro già fatto dalla Camera dei Deputati che a sua volta aveva ripreso quello svolto nel 2012 (al tempo del Governo Monti) e poi interrotto alla fine dell'anno (nonostante la delega per la riforma fiscale fosse ritenuta da tutti, giustamente, un'urgenza). Già perchè la storia della delega non comincia oggi. Il testo della delega viene presentato alla Camera dall'esecutivo Monti a giugno 2012, sbarca in Commissione Finanze a settembre, viene approvato dall'Aula il 12 ottobre ed il 15 dello stesso mese approda al Senato, dove si fermerà per la fine anticipata della legislatura. Riparte la legislatura passate le elezioni del febbraio 2013 e dopo l'esame in Commissione Finanze di Montecitorio presieduta da da Daniele Capezzone (Pdl, ora Forza Italia) la Camera approva il testo della delega il 27 settembre, che così passa al Senato, atto 1058.

Tutto questo lavoro pare non sia bastato (miracoli del bicameralismo perfetto) e che occorra ora più tempo, addirittura, per "conoscere" i problemi. Mentre la comparsa degli emendamenti in Commisssione a Palazzo Madama lascia già pensare che continuerà la spola tra Senato e Camera. Per una riforma urgente, davvero, non c'è male.