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Fisco, un Taddei da sbarco inverte l’ordine (a sinistra). E poi marcia su Corte Costituzionale e C. Conti

Primo, tagliare le tasse sul lavoro. Secondo, va bene la lotta all'evasione fiscale ma prima lo Stato deve dimostrare che si può iniziare a tagliare le tasse riducendo la spesa e restituendo qualcosa. Terzo, sono necessari tagli strutturali alla spesa pubblica nei capitoli che "non hanno a che vedere con il welfare, la scuola e la ricerca". Quarto, ci sono 16 miliardi recuperabili nei settori che "riguardano gli organi legislativi, il governo e la diplomazia, e c'è un lavoro eccellente di indagine dell'economista Roberto Perotti…".

Non c'è dubbio, la scossa c'è. A darla è è FILIPPO TADDEI, economista all' università  Johns Hopkins di Bologna, nuovo responsabile economico del Pd a trazione Matteo Renzi e già candidato alle primarie del partito come capolista per Pippo Civati. Nell' intervista di Andrea Carugati che compare oggi su l'Unità, Taddei supera il sempreverde richiamo prioritario della sinistra alla "lotta all'evasione" e inverte l'ordine: prima lo Stato abbassi l'IRPEF e poi, recuperato il necessario consenso dei "cittadini onesti", si dedichi alla lotta all'evasione. Non è svolta da poco, compreso il dettaglio, si fa per dire, che viene messo nero su bianco che la ricerca non può essere ulteriormente sacrificata. Ma non solo.

E' a suo modo rivoluzionario il richiamo al lavoro dell'economista Perotti, professore alla Bocconi di Milano, che "indaga" da tempo sui costi della politica italiana e che a novembre ha pubblicato sul sito la voce.info un articolo sullo "scandalo nascosto" della Corte Costituzionale. E come non bastasse, Taddei vuole "approfondire" anche il caso della Corte dei Conti, la magistratura contabile. Però.