Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Sull’Imu, caro Taddei, prendiamoci una distrazione controllata. Il rapporto Fisco-contribuenti rischia l’infarto

No, non ricominciamo il ballo dell'IMU. Che il 2014 sia un anno di tregua, di pausa, di riflessione. In caso contrario, non reggerebbe il già logorato rapporto di fiducia tra Fisco e contribuenti. Questo è ai minimi termini, se non sotto. Non sopporterebbe un altro infarto.

Ieri col PIT STOP Fisco, un Taddei da sbarco inverte l'ordine (a sinistra) e poi marcia su Corte Costituzionale e C.Conti ho dato conto della svolta del nuovo responsabile economico del Pd a trazione Matteo Renzi, Filippo Taddei. Che ha mandato in soffitta (ed era ora) il vecchio ritornello della priorità della lotta all'evasione fiscale. Questa va fatta, ha spiegato l'economista, ma viene PRIMA la riduzione delle tasse sul lavoro, che a sua volta presuppone tagli della spesa pubblica (ma non sulla ricerca) per 16 miliardi nel campo degli organi legislativi, del governo, della diplomazia. Insomma tutta la "macchina" pubblica, fino ad arrivare a Corte Costitituzionale (richiamadosi allo studio  di Roberto Perotti) e Corte dei Conti. Questa, chiamasi svolta vera.

Oggi, intervistato da molti giornali, Taddei spiega anche che per abbassare (priorità) le tasse sul lavoro occorre "reintrodurre l'Imu sulla prima casa, che è un'imposta patrimoniale". Ora, non entro nemmeno nel merito del problema e delle due scuole, politiche e di pensiero (una favorevole a reintrodurla, l'altra no), sul caso Imu. Mi limito ad osservare che nel nel 2013 la questione si è trascinata per troppo tempo e che ancora oggi i cittadini contribuenti, bersagliati da un calendario fiscale arrembante,  non sanno a cosa vanno incontro, nel 2014, con la nuova IUC (imposta unica comunale).

L'incertezza a getto continuo sul da farsi e i tradimenti dello Statuto del Contribuente hanno già minato abbastanza il rapporto tra il Fisco da una parte, i cittadini e le imprese dall'altra. Sull'Imu (si acceleri invece l'approvazione della delega per la riforma fiscale) prendiamoci una pausa, una distrazione controllata, un respiro. Riparlarne oggi non è una svolta, ma solo un incubo che produrrebbe altra incertezza.