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Renzi-Landini, la strana coppia che scuote l’albero politico-sindacale. Novità a sinistra

Renzi-Landini, coppia forte di rottamatori a sinistra. Chi l'avrebbe mai potuto prevedere? Ma come, il nuovo segretario del Pd non era accreditato come grande critico dei sindacati "conservatori", e in particolare della Cgil (Carla Cantone, leader dei sindacati Cgil si era schierata nella battaglia per le primarie a fianco di Gianni Cuperlo)? Che ci fa Maurizio Landini, leader dei metalmeccanici della Cgil, accanto al sindaco di Firenze accusato (da sinistra) di berlusconismo posticcio e di proporre un piano che destruttura il lavoro?

In realtà, siamo di fronte ad una delle maggiori novità del momento. Quanto possa reggere, questa nuova coppia, non lo sappiamo. Però è certo che tutti e due, ora, vogliono scuotere l'albero politico e sindacale della sinistra. Nei giorni scorsi Landini aveva detto che gli errori dei sindacati sono stati molti, che è stato perso il contatto con i giovani per difendere solo i "garantiti", che il sindacato deve cambiare. Sono spunti d'analisi che vengono da lontano, dai tempi di Luciano Lama leader della Cgil sul finire degli anni Settanta, in quella che venne definita la "svolta dell'Eur". La discussione è rimasta aperta (e insoluta), e il fatto che Landini la risollevi – chiarendo in un'intervista a Repubblica che Renzi sui temi della democrazia e della lotta alla precarietà è più sensibile "di chi l'ha preceduto", cioè l'ex segreatario della Cgil Epifani- è un dato significativo.

A Landini – che vede Renzi già in corsa per la leadership del Paese- interessa affermare la democrazia sindacale e la legge sulla rappresentanza. E su questo punto Renzi è sulla stessa linea. A sua volta Renzi dichiara che il sindacato "deve cambiare", aprendosi. E su questo incontra il sì di Landini, come abbiamo visto. Certo, rimangono distanti su alcuni punti specifici e importanti come ad esempio sul tema degli ammortizzatori sociali (Renzi vorrebbe mettere in discussione il meccanismo della cassa in deroga, Landini no) e probabilmente sulle privatizzazioni.

Però è un fatto che i due rottamatori si sono annusati e intesi, il che lascia presagire altre scosse comunque (la stessa leader della Cgil, Susanna Camusso ha alzato, anche nei confronti del governo Letta, l'intensità della richiesta per uno choc a sostegno dell'economia).

 Particolare curioso:  per motivi diversi, Renzi e Landini hanno polemizzato nel recente passato con con l'ad della Fiat Sergio Marchionne. Al quale devono essere fischiate le orecchie per questa strana coppia in movimento.