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Non solo Renzi, anche Rosso (Diesel). Sul capitalismo da cambiare e le punizioni di Pirlo lezione da leggere

Anche RENZO ROSSO, fondatore del marchio DIESEL. Oggi non solo MATTEO RENZI all'assemblea del PD con la sua scossa, il suo "restiamo ribelli", il richiamo al made in Italy di successo e all'industria manifatturiera, il "fuori le banche dall'editoria" che colpisce duro il capitalismo di relazione (ingessato e ingessante) all'italiana. No, non solo Renzi, anche Renzo Rosso, classe 1955, autentico imprenditore self-made.

Consiglio di leggere l'intervista di Paola Bottelli sul Sole24Ore. Una vera lezione (non ex cathedra) di un figlio di contadini che a 15 anni crea ( e vende agli amici) il suo primo jeans. "Di giorno andavo a scuola, la sera a casa cucivo con la macchina di mia mamma". "Il denim rappresentava un segnale di ribellione, lo strofinavo sull'aia e da lì è nata la mia realtà: jeans già consumati e vintage". "Oggi nei giovani non c'è la voglia di soffrire, di costruire. Andrea Pirlo si allena ore al giorno per riuscire a tirare le punizioni in quel modo. Solo soffrendo, solo con la pazienza, si può arrivare a fare cose importanti in qualsiasi campo…."

Questo e molto altro. Compreso un "capitalismo che deve cambiare pelle". Rosso si dichiara "fan" di Remo Ruffini e della sua Moncler (citati ieri a Milano da Renzi come esempio), dice che ha ragione Giorgio Squinzi quando afferma che "le aziende non sono vacche da mungere". Però spiega che il capitalismo italiano deve cambiare, "creando reddito da condividere tramite una solidarietà di sistema". Soprattutto le grandi aziende strutturate con imprenditori e manager – secondo Rosso-devono impegnarsi, in un momento come questo, "in operazioni sociali per sopperire alle gravi carenze del sistema-Paese: noi lo stiamo facendo con asili nido e orari flessibili, palestre e microcredito per i terremotati, per non parlare del credito agevolato alla filiera. Questa è imprenditoria moderna».

Strade nuove (sul welfare aziendale interessante il paper  di Giulia Mallone), le stesse che del resto stanno battendo anche le imprese  Hogan e Tod's di Diego Della Valle e la Luxottica di Leonardo Del Vecchio. Una svolta vera, ancora poco conosciuta, ma che può cambiare il profilo del capitalismo italiano. Cosa di cui c'è un gran bisogno.