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Il Servizio Civile obbligatorio sa di “Old Act”. Servono idee nuove sul raccordo tra università e lavoro

Ma prima di riparlare del Servizio Civile obbligatorio, non sarebbe meglio "scovare" qualche idea davvero innovativa in tema di raccordo tra università e mondo del lavoro? La discussione sul JOB ACT rilanciata dal nuovo leader del Pd, Matteo RENZI, ha di nuovo aperto la porta all'ipotesi di un Servizio Civile obbligatorio.

Lo stesso Renzi, nel recente passato, aveva proposto il tema, specificando "in Europa", e il Post del 13 novembre 2012 aveva spiegato bene il senso del piano Renzi e la "storia" del servizio civile in Italia, proposta cara anche a Romano PRODI che ne parlò nel 2006. Tra l'altro, il sindaco di Firenze segue con attenzione il mensile e il magazine vita.it (portale del mondo no-profit) che l'anno scorso lanciò un Manifesto per un servizio civile universale. Ed è sempre vita.it il 22 aprile di quest'anno, a lanciare l'intervista in cui Enrico LETTA (assieme a Maurizio LUPI fondatore dell'intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, si veda il PIT STOP del 6 ottobre 2013 sulla nascita del "governo di sussidiarietà nazionale"), che ha appena accettato l'incarico dal presidente NAPOLITANO di formare il governo, spiega che il servizio civile obbligatorio è un impegno politico ed è più vicino.

Giusto? Sbagliato? A parte il fatto che l'obbligatorietà stona comunque (e bisognerebbe anche ricordare che Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea prescrive all'articolo 5 che "nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio") e che non sono pochi in rischi che un'operazione del genere (per la quale non esiste ancora un'indicazione dei costi) si traduca in una parcheggio temporaneo-perdita di tempo al di là dei nobili principi che l'ispirano, è lecito domandarsi se non sia preferibile spingere piuttosto l'acceleratore sul rapporto scuola/università-lavoro. Terreno dove l'Italia, in deficit di formazione ed orientamento, arranca (e la stessa comunicazione tra atenei e imprese è ancora bassissima e poco funzionale). E' qui che ci vorrebbe qualche idea nuova per un salto vero. Un Job Act innovativo va benissimo, ma il Servizio Civile obbligatorio sa di Old Act.

  • dario fortin |

    Finalmente che c’è attenzione ai massimi livelli rispetto ad un fenomeno straordinario della storia del nostro paese: il servizio civile e i suoi effetti per la coesione sociale sono rimasti per troppo tempo nell’indifferenza e nel silenzio della classe politica (davvero “old” che non si è accorta del potenziale sociale, culturale ed economico che il servizio civile ha prodotto dal 72 in poi). Una vergogna nazionale ! Evviva questa attenzione. Per le forme: universale, obbligatorio ecc.. ci sarà modo di trovare una soluzione in grado di sostenere la partecipazione civile ed il protagonismo giovanile.

  • giorgio bonini |

    sarà anche old, ma col servizio civile degli obiettori di coscienza dal 1972 al 199 si è creato mezzo terzo settore italiano con migliaia di posti di lavoro, mentre quelli che lo hanno voluto abolire nel 1999 dicevano che era una inutile perdita di tempo per i giovani che stavano entrando nel mercato del lavoro: ci fosse adesso un servizio civile per tutti col 40% di disoccupazione giovanile

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