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La Legge Stabilità 2014 ha tradito la riforma contabile 2009. Protagonisti di ieri e di oggi

Una cosa bisogna ricordare: la Legge di Stabilità 2014-2016 appena approvata dal Parlamento rappresenta il tradimento di un'altra legge, o meglio di quella che fu salutata come una riforma fondamentale: la legge 31 dicembre 2009 n°196.

Parliamo della normativa che ha mandò in pensione dopo 31 anni la vecchia legge di contabilità e finanza pubblica (la legge 468 del 1978). Via, insomma, la vecchia Legge Finanziaria – per decenni teatro dei famosi "assalti alla diligenza"- e dentro la nuova Legge di Stabilità in versione europea. Basta con la pratica dei maxiemendamenti e dei voti di fiducia. Più trasparenza di bilancio e poche regole chiare…

Era il dicembre 2009, e il Senato in terza lettura (e con qualche piccolo mal di pancia politico tra le fila del Pd e del Pdl), approvò definitivamente la Grande Riforma. Che all'articolo 11, comma 3, recita testualmente: La legge di stabilità contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza nel triennio considerato dal bilancio pluriennale. Essa non può contenere norme di delega o di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio, né interventi di natura localistica o microsettoriale.

Poco prima, a novembre, la Camera aveva dato il suo via libera: presenti 469 deputati, votanti 467, 2 astenuti e 467 sì. Un record per una Legge di Stabilità finalmente "snella", come aveva detto il relatore Antonio LEONE (Pdl), nella quale "non potevano essere inserite disposizioni finalizzate direttamente al sostegno o al rilancio dell'economia". Parere positivo di Francesco BOCCIA (Pd), oggi Presidente della Commissione Bilancio della Camera. Parere positivo di Pier Paolo BARETTA (Pd), oggi sottosegretario al ministero dell'Economia del governo LETTA. Parere positivo di Antonio AZZOLLINI (nel 2009 Pdl, ora Ncd) presidente, ieri come oggi, della Commissione Bilancio del Senato. Protagonisti – e non solo loro- sia della (presunta) Grande Riforma, quattro anni fa, sia del suo smaccato svuotamento di questi giorni.

Il Mov5Stelle ha parlato di "legge-marchetta" (come il decreto Salva Roma, che il governo è stato costretto ad abbandonare per manifesta "insostenibilità" denunciata dallo stesso presidente della Repubblica Giorgio NAPOLITANO). Sta di fatto che decine di milioni sono stati distribuiti con criteri goffamente clientelari. Facciamo un solo caso: cosa ci sta a fare, nella Legge di Stabilità cardine del bilancio triennale e sotto esame della Commissione europea, uno stanziamento di 200 mila euro per uno studio sui trasporti nello Stretto di Messina dopo che è venuto meno il piano per il Ponte?

Questa brutta legge ha fatto dire allo stesso ministro per i Rapporti col Parlamento FRANCESCHINI che è ricomparso il vecchio modello delle leggi finanziarie-omnibus. Ma nessuno, a partire da FRANCESCHINI e dal premier LETTA, ha detto che siamo di fronte al tradimento esplicito della legge di riforma della contabilità del 2009. Questo è il peccato più grave, ed è ancora più grave il silenzio politico che è calato su questo fatto.