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Dopo Legge Stabilità e Salva-Roma, NO pasticci su Ufficio per il pareggio bilancio (UPB)

Ufficio per il pareggio di bilancio (UPB): qualcosa si muove (anche se con grave ritardo) ma occorre stare con gli occhi ben aperti. La partita, anche se poco conosciuta, è molto importante.

L'UPB ("organismo indipendente per l'analisi e la verifica degli andamenti di finanza pubblica e per la valutazione dell'osservazione delle regole di bilancio" che "opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e valutazione") è  stato previsto dalla legge 24 dicembre 2012 n°43, Capo VII (eravamo al tempo del Governo MONTI), normativa "rafforzata" per l'attuazione del pareggio di bilancio, impegno costituzionale che l'Italia ha assunto in Europa e che impatta sulle nostre scelte di politica economica.

L'UPB è un ufficio parlamentare costituito da 3 membri (non era passata l'opzione di un'autorità monocratica, come forse sarebbe stato più opportuno) di cui uno con funzioni di presidente. I 3 membri sono nominati d'intesa dai Presidenti delle Camere nell'ambito di un elenco di 10 soggetti indicati dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato (a maggioranza di 2/3 dei rispettivi componenti) che hanno acquisito l'avviso dei rispettivi Uffici di Presidenza allargati ai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, e previo assenso delle rispettive Giunte per il Regolamento.

Nei giorni scorsi Camera e Senato hanno pubblicato l'Avviso "per la presentazione di manifestazioni di interesse per la designazione a membro del Consiglio dell'UPB". I termini scadono il 20 gennaio. I Presidenti di Senato e Camera, una volta definito dalle Commissioni l'elenco dei 10 nominativi, "con proprio decreto pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale, procedono alla costituzione del Consiglio dell'Ufficio parlamentare di bilancio e alla nomina del Presidente". Procedura come si vede assai complessa, e dove la politica gioca evidentemente un ruolo decisivo.

Sul ruolo dell'UPB, gli esempi esteri, le sue funzioni e il raccordo con l'Unione Europea è utile la lettura della Nota Breve dell'aprile scorso del Servizio del Bilancio del Senato. Va aggiunto che il richiamo a questo Ufficio (la cui costituzione viaggia con molto ritardo, visto che la legge che lo prevede è del 2012) è di fatto contenuto nel parere (al punto 6) molto critico sulla pasticciata Legge di Stabilità  che la Commissione Europea ha trasmesso al Governo LETTA il 15 novembre scorso. Come è noto, le previsioni della Commissione Eu (si pensi solo alla crescita del Pil 2014, che Bruxelles cifra allo 0,7% ed il governo italiano all'1,1%) divergono (PIT STOP del 20 dicembre). E la Commissione nota che le previsioni del governo LETTA "sono state elaborate senza il coinvolgimento di altre istituzioni".

Il mandato dell'UPB è molto ampio, il modello è quello del temuto Congressional Budget Office degli USA, e il nuovo ufficio avrà anche il potere – tra gli altri, tutti molto significativi- di bocciare previsioni ritenute troppo ottimistiche.

Sarebbe una svolta. Ma a condizione che che la selezione dei candidati sia rigorosissima (è prevista anche la nomina di personalità internazionali), che non scatti il metodo lottizzatorio tra i partiti, che il governo, al riparo dell'informalità, non metta bocca nelle scelte, che l'operazione vada in porto nei tempi più rapidi possibili. Dunque, dopo i passi falsi della Legge di stabilità e del decreto Salva-Roma, occhi aperti.