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Il 5 per mille stabile promesso (2008) da Berlusconi e Veltroni. Ma anche il Governo di “sussidiarietà nazionale” Letta-Lupi non l’ha fatto

Istruttivo il rapporto della CORTE DEI CONTI sull'istituto del "5 per mille". Si legge tutto d'un fiato e ci fa capire subito due cose: il meccanismo è inceppato per "mancata stabilizzazione" e la responsabilità è della classe politica.

"Tante regole e nessuna legge, il 5 per mille va alla deriva", titola oggi, giustamente, il suo articolo  il quotidiano "Avvenire". Il meccanismo non  gira (con tanto di sperequazioni: i beneficiari della ricerca sanitaria ottengono iscrizioni negli elenchi una tantum che valgono per sempre, al contrario degli enti delle altre categorie), i ministeri adottano regole diverse per la rendicontazione, non esistono certezze né sui tempi né sulle risorse. E così, addio di fatto ai bei princìpi (sussidiari) di un istituto salutato come pilastro del privato sociale e cardine di una nuova democrazia fiscale che promuova la società civile.

Nulla, peraltro, che non si sapesse già. Alla vigilia delle elezioni politiche dell'aprile 2008 avevo chiesto direttamente con un mio editoriale sul Sole 24 Ore ai due candidati premier allora in competizione (Silvio BERLUSCONI e Walter VELTRONI) di assumere l'impegno per la stabilizzazione legislativa del 5 per mille. Immediata la risposta bipartisan il giorno successivo : sì, lo faremo. Ma non accadde.

Passati gli anni, i governi ed una legislatura, siamo al solito punto: manca la legge organica e si continua a procedere (ieri con la legge finanziaria, oggi con la legge di stabilità) con provvedimenti tampone annuali. "Speriamo che il 2014 sia l'anno buono", ha detto ora Gabriele TOCCAFONDI (NCD), sottosegretario all'Istruzione, che nella passata legislatura -ricorda Avvenire- ha collaborato all'intergruppo parlamentare per la sussidiarietà per la stabilizzazione del 5 per mille.

Intergruppo? Ma certo, è quello di cui sono "padri fondatori" Enrico LETTA (oggi premier) e Maurizio LUPI (ministro per le Infrastrutture e Trasporti) del Governo (copyright di LETTA)  di "sussidiarietà nazionale" che nacque il 7 ottobre 2011 nell'abbazia di Spineto a Sarteano, provincia di Siena (come da PIT STOP del 6 ottobre 2013). E c'è da chiedersi perché proprio un governo di "sussidiarietà nazionale" a guida LETTA non abbia ritenuto di intervenire subito su questo fronte stabilizzzando il 5 per mille, invece di prevedere misure cattura-consensi localistiche nella Legge di stabilità. Vedremo – senza farci troppe illusioni- cosa accadrà nel 2014, ma intanto anche il 2013 è andato perso.

  • guido gentili |

    Senza dubbio questo è uno dei dati più rilevanti. In una relazione di cui si parla e si discute troppo poco.

  • Paolo Giganti |

    Caro Gentili,
    A me pare che la cosa più istruttiva che emerge dalla relazione della Corte dei Conti (tabella a pag.29) sia che alle organizzazioni non profit sono stati sottratti in tre edizioni (2009 – 2010 -2011) 198 milioni di euro (25 + 80 + 93).

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