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Banche, le porte girevoli versione Della Valle sono meglio di quelle di Chiamparino.

Banche, fondazioni, politica. C'è porta e porta, soprattutto se girevole. E quella prospettata da DELLA VALLE è meglio di quella di CHIAMPARINO. Vediamo perché.

Nell'intervista di Giulia Crivelli pubblicata oggi dal Sole ("Due mesi per salvare l'Italia"), l'imprenditore marchigiano Diego DELLA VALLE, protagonista di primo piano del successo del made in Italy nel mondo, ripete che "le banche devono tornare a fare le banche, cioè ad ascoltare le esigenze di credito del territorio e in particolare delle imprese. Una volta questo lo facevano le Casse di risparmio, gli artigiani e i piccoli imprenditori chiedevano un appuntamento con il direttore della loro banca e portavano in dote la loro reputazione di persone serie ed oneste, idee e visione. Mio padre ha gettato le basi per il gruppo Tod's così".

Da qui la proposta di DELLA VALLE. "Ricavare un ufficio in ogni banca per i direttori andati in pensione o magari prepensionati per fare spazio a giovani preparati ma non esperti. Ridiamo loro un ufficio e la possibilità di incontrare chi chiede un prestito per ampliare la propria attività…"

Insomma, torniamo (anche) al contatto personale tra banca e cliente. Grazie a pensionati e pre-pensionati che possono "ri-varcare", in entrata, la soglia degli istituti degli credito. Sarà ingenua, la proposta, forse poco praticabile, ma l'idea c'è. Per dare in chiave anti credit crunch un contributo di sensibilità e conoscenza ad un rapporto utilissimo che si è andato perdendo nel tempo. Con i risultati che abbiamo sotto gli occhi.

Ma ci sono anche altre porte girevoli in quel variegato mondo che si dipana tra fondazioni bancarie e politica dopo le grandi riforme che hanno toccato proprio le vecchie Casse di risparmio. Il caso di Sergio CHIAMPARINO, politico di lungo corso approdato di recente al vertice di una delle maggiori fondazioni bancarie del Paese, è attualissimo. Come è noto, il presidente della torinese Compagnia di San Paolo, grande azionista della banca IntesaSanpaolo, un minuto dopo la decisione del Tar che ha annullato le elezioni regionali, si è candidato alla presidenza della Regione Piemonte. Dalla politica, alla fondazione, e da questa al ritorno alla politica.

Non è in discussione il valore di CHIAMPARINO, personalità assai apprezzata. Né si tratta di riaprire le polemiche sul ruolo delle fondazioni. Ma è evidente che questa non è una buona idea e che porte girevoli di questo tipo, tra banche e politica, non dovrebbero esistere. Nell'interesse di tutti.