Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Nomine e dottrina. Se nelle partecipate pubbliche può approdare un presidente di “parcheggio”.

2014, l'anno delle nomine ai vertici delle società pubbliche, a cominciare da Eni, Finmeccanica, Enel Terna ( imprese controllate dal Ministero dell'Economia) per finire a quelle partecipate dallo Stato non direttamente attraverso il MEF. Ma seguendo quali criteri? E con quali (possibili) brutte sorprese?

Guido SIRIANNI, professore di Diritto pubblico all'Università di Perugia, ha da poco postato su "Amministrazione in cammino", la rivista elettronica a cura del centro di ricerca "Vittorio Bachelet" della Luiss, un articolo che esamina le procedure ed i requisiti delle nomine nelle imprese a partecipazione statale. Capisaldi della "dottrina" sono la direttiva del MEF del 24 giugno 2013 e la mozione parlamentare Tommaselli (Pd) sempre del giugno 21013. Che sono, secondo SIRIANNI, il frutto della scelta di Governo e Parlamento di seguire la strada di "soft law racante prescrizioni reciprocamente concordate", con notevole vantaggio per il Governo.

Studio interessante. C'è qualche luce, nella dottrina, ma anche anche diverse ombre. Ad esempio, sul terreno dei requisiti professionali e di esperienza "restano del tutto vaghe le indicazioni per i candidati alla carica di presidente, che lasciano un varco aperto all'esercizio di un'amplissima discrezionalità ("occorrerà – sta scritto nella direttiva del MEF- che i profili individuali assicurino in ogni caso la presenza di una adeguata autorevolezza per lo svolgimento dell'incarico") svincolata da esperienze specifiche svolte in contesti significativi e con risultati acclarati".

Ma in questo modo, conclude SIRIANNI, "le cariche di presidente restano dunque campo aperto per alti burocrati, alti magistrati, politici di lungo corso, anche se privi di ogni, pure indiretta, esperienza imprenditoriale". Il presidente di "parcheggio" o "sistemazione", magari "per politici momentaneamente privi di seggio, o a fine carriera, o come premio per il sostegno che essi in precedenza hanno elargito al governo o a lobbies". Un rischio che parmane, da tenere nella massina considerazione e sul quale tenere gli occhi aperti.