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Renzi, l’Italicum, quella promessa di Letta al Meeting Cl e la guerriglia degli immobilisti. In un’arietta di crisi

Matteo RENZI l'eterodosso con il suo "Italicum" (la nuova legge elettorale dopo l'uscita di scena del "Porcellum" sulla quale ha raggiunto un'intesa con Silvio BERLUSCONI) sta come previsto ( PIT STOP del 19 gennaio) cercando di rompere i giochi immobilisti della politica italiana e risulta dunque "indigesto ai volponi del circo politico-mediatico". Il che "è un pregio", aggiungevo.

Vedremo come andrà a finire la partita della legge elettorale, per la quale si annuncia una guerriglia parlamentare senza quartiere e il cui destino si lega a doppio filo, nella strategia del leader del PD, a quello della legislatura e alla tenuta dello stesso Governo LETTA.

Il confronto-scontro RENZI-LETTA è in atto, e oltre alla richiesta per reintrodurre le preferenze, la riproposizione del tema della regolazione del conflitto d'interessi da parte del premier ne è la prova. Alla fine, tra gli scenari possibili (negati, ovviamente, dai protagonisti) anche quello spettacolare di un cambio in corsa alla guida di Palazzo Chigi con l'ingresso di RENZI e LETTA al timone del ministero degli Esteri ("Letta forte all'estero, ma in Italia troppi rinvii, aveva detto il sindaco di Firenze a dicembre). E che soffino anche venticelli di crisi lo dimostra il "no" alle preferenze del ministro FRANCESCHINI, che entra così in rotta di collisione politica col premier.

A proposito di rinvii, piccolo esercizio di memoria per tutti coloro che (anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abbattuto il "Porcellum" ) guardano con sospetto all'accelerazione impressa da RENZI.

18 agosto 2013, Meeting di Cl di Rimini. L'intervento di Enrico LETTA è di quelli forti, dice di "voler parlare il linguaggio della verità" e si scaglia contro "i professionisti del conflitto che vogliono tener viva la rendita di posizione".  Ed ecco la promessa-programma: "dal primo di settembre si cominci a discutere con urgenza il cambiamento – a mio avviso- più urgente che ci sia, il cambiamento della legge elettorale. Cambiare una legge che così com'è non funziona, una legge quella nuova, che a ottobre io penso la Camera dovrà approvare". L'impegno, del resto, non era casuale, facendo esso parte del programma di governo presentato ad aprile 2013.

Ma nella realtà non è poi accaduto alcunché che assomigliasse ad uno sblocco della situazione. La scadenza di ottobre passa, LETTA a novembre riparla del "Porcellum" come "male assoluto" e si dice pronto a varare un decreto del governo se è il parlamento a chiedere un intervento di urgenza. Sono invece i giorni in cui la riforma, al Senato, abortisce (il mio PIT STOP del 7 novembre "Legge elettorale, la riforma che non c'è. In Senato solo divisioni e maggioranze variabili. Meglio saperlo").

Da novembre a dicembre, quando la Consulta decide la fine del "Porcellum". Il resto è cronaca di queste ore. La guerriglia del partito trasversale degli immobilisti continua, e nulla è scontato.