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Quando il bicameralismo è perfetto nella velocità. Cosa accadde nel 2008, per la nomina di Mastrapasqua all’Inps

Quando ha voluto, il "biacameralismo perfetto" è stato di una velocità impressionante. Come insegna il caso della nomina a presidente dell'Inps di Antonio MASTRAPASQUA, che si è appena dimesso per la questione degli incarichi e dei conflitti d'interesse. Altro che chiacchere, altro che lentezza.

Correva l'anno 2008, e il Governo BERLUSCONI, fresco di una grande vittoria alle elezioni politiche, il 7 luglio indica MASTRAPASQUA per la guida dell'Inps. Sono previsti i pareri delle Commissioni Lavoro di Senato e Camera, e lo svolgimento della pratica è fulminante. Mercoledi 16 luglio si riunisce (ecco il resoconto stenografico) la Commissione. La seduta inizia alle 15 e affronta prima due ratifiche internazionali. Poi è la volta delle nomine dei presidenti Inps, Inail, Inpdap e di un consigliere della Covip. Rapida illustrazione dei curriculum e subito al voto. Per Mastropasqua 18 voti favorevoli, nessun voto contrariom nessun astenuto. Alle 15, 35 è tutto finito.

Discorso simile per la Camera, qualche giorno dopo. L'esame (si veda seduta Commissione lavoro, pag 114 del bollettino parlamentare) comincia il 22 luglio, il 24 luglio si vota. Riunione dalle 15,50 alle 16,35. Per MASTRAPASQUA: presenti 37, votanti 34, 33 sì, un no, 3 astenuti. Rapidi e efficaci, con il curriculum apprezzato per la molteplicità degli incarichi. Governo e opposizione d'accordo. E bicameralismo perfetto nella velocità.