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Tremonti-Clemente VII contro l’eurosistema. Ma da ministro nell’aprile 2011 (vedi DEF) la pensava al contrario

Non solo Alan FRIEDMAN col suo  "Ammazziamo il Gattopardo" sul rovente 2011 che portò all'uscita da Palazzo Chigi di Silvio BERLUSCONI e alla premiership del professor Mario MONTI. Anche l'ex ministro dell'Economia Giulio TREMONTI ha in pista un libro (titolo possibile "Populismo") che vuole svelare quelli che definisce i "segreti" del torrrido 2011. Tipo, per fare un solo esempio, "cosa è davvero succeso a Cannes il 3 novembre, durante il G20 a presidenza Sarkozy, quando in forma davvero molto rispettosa della nostra democrazia 'nei corridoi già si sentiva parlare di Mario MONTI', come da libro verità di José Zapatero".

Il "Foglio" di Giuliano FERRARA ha pubblicato l'introduzione al libro firmata dallo stesso TREMONTI. Paragonato da Lodovico FESTA (copyright congiunto con il prof  Giulio SAPELLI)nella recensione che accompagna la pubblicazione dello scritto di TREMONTI, "a un Clemente VII che si accorge troppo tardi dell'espansione egemonica di Carlo V e non riesce -certo non solo per suo demerito- a organizzare una seria alleanza per contenerla".

Sui "segreti" (dei "due colpi distato dolci") vedremo. Intanto, per restare al famoso 2011 e alla chiave di interpretazione tremontiana, un dato di fatto. Ora TREMONTI parla dell'euro come una camicia di forza, dice che per restare o uscire dall'eurosistema "servono insieme, e servono subito, sia un alto grado di sovranità nazionale, sia un alto grado di forza reale e capacità di governo", si sofferma sull'uso sconsiderato del vincolo esterno e il "tremendo conto dell'esperimento", ricorda gli italiani "calpesti e derisi" e "lautoprofezia di MONTI sulla chiamata del podestà forestiero".

Questo e molto altro, tutto comunque da leggere. Qui ricordiamo solo che nell'aprile del 2011 la pensava quanto meno molto diversamente. A riprova, il testo del DEF 2011 (Sezione I, Programma di stabilità) proposto da BERLUSCONI e TREMONTI ed approvato dal consiglio dei ministri del 13 aprile. Il nuovo "Patto per l'Euro", destinato "a prendere la forma di una sistematica e sempre più intensa devoluzione di potere, dagli Stati-nazione ad una comune nuova e sempre più politica entità europea". E poi: "Non vi sono più spazi per ambiguità, per incertezze: la politica di rigore fiscale non è temporanea, non è conseguenza imposta da una congiuntura economica negativa,non è 'imposta dall'Europa', ma è invece la politica necessaria e senza alternative per gli anni a venire. Anche in assenza di una regola europea i mercati finanziari, su cui dobbiamo collocare i nostri titoli di debito pubblico, non pretenderebbero infatti nulla di sostanzialmente diverso".

Questo e molto altro, lettura anche questa interessante. Ma così scriveva TREMONTI-Clemente VII in un documento ufficiale di governo nell'aprile 2011. Tra segreti e rivelazioni, un dato di fatto.