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Letta non può essere ministro del governo Renzi. Sarebbe un pasticcio e non funzionerebbe

Per come si sono messe le cose tra Enrico LETTA e Matteo RENZI, un pasticcio dovrebbe essere evitato. Quello per il quale nel prossimo governo a guida RENZI, in ossequio ad un eventuale compromesso di partito dell'ultimora, a LETTA venga offerto (e LETTA accetti) un ministero- chiave, tipo quello dell'Economia o degli Esteri.

Realisticamente, ci sarebbe dovuto pensare forse prima. E non è in discussione il valore personale di LETTA (il più giovane ministro italiano, a 32 anni, col Governo D'ALEMA nel 1998). Non è questo il punto. Ma oltre che essere una soluzione molto old style, tipica di una pratica di scambio politico fin troppo utilizzata nella storia italiana, una soluzione del genere non sarebbe funzionale.

RENZI e LETTA hanno caratteri diversi, sensibilità diverse, idee diverse sul modo di intendere la politica, ricette diverse per l'Italia e per l'Europa. Essere giovani non basta, tanto è vero che la grande "svolta generazionale" dei quarantenni ("imbattibili") di cui parlò LETTA alla vigilia di Natale 2013 si è risolta in uno scontro proprio tra LETTA e RENZI. Possiamo solo immaginare cosa accadrebbe, dietro i sorrisi e le pacche sulle spalle. A confronto, le liti tra il socialista Rino FORMICA ed il democristiano Nino ANDREATTA (ministri del governo SPADOLINI) sarebbero nulla. Come quelle, recenti, tra BERLUSCONI e TREMONTI, che sono uno dei fattori della crisi che portò nel 2011 alla fine del governo.

Non funzionerebbe, questo è il punto. E l'Italia di tutto ha bisogno meno che di cose che non funzionano.