Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Renzi, occhio all’attuazione del programma. L’eredità del governo Letta è pesante e insegna molte cose

Vanno bene (ovviamente se competenti) per la squadra ministeriale nomi di grande richiamo e magari a sorpresa, ma su un punto il presidente del Consiglio in pectore Matteo RENZI non può sbagliare: quello dell'attuazione del programma di governo.

Il problema sta passando ora in secondo piano, spiazzato in questi giorni dal diluvio del "totoministri". Eppure, è uno dei temi forti su cui si gioca e si giocherà il successo, o l'insuccesso, dei governi, compreso quello quello prossimo venturo a guida RENZI (che appena ricevuto al Quirinale l'incarico di formare il governo ha annunciato da febbraio a maggio una riforma al mese: legge elettorale a febbraio, lavoro a marzo, pubblica amministrazione ad aprile, fisco a maggio).

Basta considerare un dato, come da ultimo rapporto di Rating 24: a RENZI il governo LETTA lascia in eredità un fardello di 478 provvedimenti legislativi e regolamentari ancora da adottare per completare le riforme varate dagli ultimi due governi MONTI e LETTA. E più della metà dei decreti attuativi in pole position è imputabile alle manovre messe in campo dall'ultimo governo. Un default di cui si parla poco, ma che è anch'esso alle radici delle difficoltà che hanno finito per mettere in crisi l'esecutivo LETTA. 

Sul problema avrebbe dovuto "sorvegliare" politicamente, e non solo, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni LEGNINI (Pd, collaboratore di stretta fiducia di LETTA) al quale era stata assegnata il 3 maggio 2013 la delega per l'attuazione del programma di governo. I poteri previsti per l'Ufficio per il programma di Governo sono ampi e sono regolati dal DPCM 13 aprile 2012 (successivamente aggiornato). Si prevede, tra l'altro, lo svolgimento del "supporto per l'impulso e il coordinamento delle attività e delle iniziative necessarie per l'attuazione, la verifica delle necessità di adeguamento e il conseguente aggiornamento del programma, nonché per il conseguimento degli obiettivi stabiliti".

I temi della qualità della legislazione e dell'attuazione del programma di governo sono decisivi (e interconnessi) per il successo o meno degli esecutivi, politici, tecnici, di larghe o piccole intese. E sia il Ministero per i rapporti col Parlamento (storicamente giudicato un dicastero politicamente "minore" e di facile "scambio" nella maggioranza o tra le correnti dei partiti) sia il sottosegretariato a Palazzo Chigi con delega per l'attuazione del programma sono snodi essenziali dell'attività di governo. Abbiamo tutti visto, di recente, i pasticci, anche formali, dell'iter della Legge di Stabilità in Parlamento (si veda PIT STOP del 26 dicembre 2013). E abbiamo ora sotto gli occhi la pesante eredità dei 478 provvedimenti ancora da adottare. Matteo RENZI, insomma,  farebbe benissimo a tenere già ora gli occhi ben aperti su questi punti.