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Renzi ha fatto Renzi, né più, né meno. La scossa l’ha data, dovrà essere giudicato sui fatti, non sulle forme

Matteo RENZI ha fatto RENZI, né più né meno. RENZI non è LETTA, non è MONTI, non è BERLUSCONI, non è CIAMPI. non è AMATO, non è D'ALEMA. non è DE MITA e non è DE GASPERI.

Al Senato, il nuovo Presidente del Consiglio ha svolto (in sostanza a braccio) un discorso oggettivamente innovativo. Un intervento di sicuro poco formale (modesto, per molti osservatori) e per nulla analitico, quasi senza politica estera, con pochissime cifre. Però si è fatto capire. E ha fatto soprattutto capire che vuole lo sblocco "to-ta-le", ha scandito, dei debiti  dovuti dalla Pubblica amministrazione alle imprese, e che vuole una riduzione a "due cifre" e "irreversibile" del cuneo fiscale che grava sul lavoro. E poi ha affermato che "ogni centesimo speso dalla PA deve essere visibile online da parte di tutti" e che i dirigenti della PA non possono ("fermi restando i diritti acquisiti") rimanere in pratica asserragliati a vita nei loro uffici.

E' poco? Per cominciare, no davvero. Certo, il governo RENZI dovrà specificare come recuperare le risorse per finanziare la riduzione del cuneo fiscale, ad esempio. Certo dovrà chiarire un mucchio di altre cose (quale e quanta spending review?) e fare in modo che i suoi provvedimenti non si arenino per strada. Però il senso della "svolta" l'ha comunicato, e ha anche fatto capire che se sulla strada delle riforme verranno frapposti ostacoli e rinvii l'ipotesi delle elezioni è in campo.

RENZI ha fatto RENZI, con i suoi pregi e i suoi difetti. Può piacere o no, ma la scossa l'ha data. E' un inizio, si vedranno i fatti (o i non-fatti) e su questi andrà giudicato.