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Non solo inutile, di più. Il CNEL va abolito e perché lo spiega un carteggio su Avvenire

Non solo inutile, purtroppo di più. L'abolizione del CNEL (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro) è stata prevista dal Governo RENZI. E' il Muro da far cadere, come da Pit Stop del 30 marzo, ed è un buon test per misurare la reale propensione al cambiamento delle parti sociali.

L'organo costituzionale che in 57 anni di storia non ha mai brillato per produttività e si è distinto invece come "serbatoio" di comodi incarichi, è al centro di una polemica dura e le resistenze sono molte. Ma mai avremmo immaginato di dover leggere la lettera che un consigliere del CNEL, Giuseppe PENNISI, ha inviato al quotidiano cattolico "Avvenire" e la risposta del direttore Marco TARQUINIO.

Diciamo subito che PENNISI è persona degnissima e tecnico autorevole, che collabora con "Avvenire" da molti anni. Nella lettera di risposta al "puntuto e dettagliato" articolo (si veda sopra) articolo di Francesco RICCARDI, firma del giornale, PENNISI spiega di aver scritto "nonostante mi sia stato intimato di non avere rapporti con i media riguardo al CNEL stesso (pensa un po' che strana idea di democrazia e trasparenza ha ancora spazio nell'Italia del 2014!").

Il direttore TARQUINIO gli risponde, giustamente, che "se il clima all'interno del CNEL, o nei suoi immediati dintorni, fosse davvero quello delle 'intimazioni a tacere', caro PENNISI, non mi sentirei proprio di seguirti nell'ottimismo riformista".

Proprio così. Altro che riforma, questa è una brutta aria. Abolizione, altro non c'è da fare. Il Muro deve cadere.