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Mentre Renzi piccona, il “venticello” elettorale non ha mai smesso di soffiare

Tira o no un “venticello” elettorale? La mia risposta al lettore Rino Cioccolo, questa mattina sul Sole24Ore.

Caro Gentili, ho letto il suo editoriale di mercoledi 8 ottobre (“Il piccone di Renzi e la verità dei fatti”) e mi è venuta subito in mente un a domanda. Questa: ora che il semestre europeo a guida italiana sta finendo, non sente anche lei un certo qual venticello elettorale? In fondo potrebbe convenire un po’ a tutti andare alle urne in primavera, massimo a giugno. Lei che ne pensa?

Rino Cioccolo (via e-mail)

 

Buona domanda. Che potremmo in teoria archiviare con una risposta secca (“no”) se restassimo ancorati al programma dei “1000 giorni” evocato dal presidente del Consiglio come prova dichiarata che non punta alle elezioni anticipate. In realtà, nel sempre aperto (h. 24 per 365 giorni l’anno) laboratorio della politica italiana in eterna transizione, le cose stanno diversamente. Nel senso che le elezioni anticipate sono sempre possibili perché lo conferma la storia travagliata delle legislature italiane. E perché nell’ipotesi che lei solleva, un possibile strappo di Renzi, la convergenza su questo punto di Silvio Berlusconi e Forza Italia, una rottura nel Pd e molte altre possibili varianti e combinazioni, potrebbero alla fine portare a questo sbocco.  Naturalmente, le eventuali convenienze e progetti elettorali delle singole forze politiche devono fare i conti con le decisioni del Presidente delle Repubblica, depositario del potere di sciogliere le Camere (e occorre anche tener conto che la riforma della legge elettorale non è ancora andata in porto; un sistema di voto o un altro possono condurre a risultati differenti e le aspettative dei partiti possono essere diverse). Soffia oggi “un venticello elettorale”, come lei domanda? Forse non ha mai smesso di soffiare neanche dopo le elezioni politiche del 2013 che hanno portato al governo Letta e alla sua liquidazione dopo 300 giorni. I risultati delle elezioni europee del 2014, con il grande successo di Matteo Renzi, ha semmai rafforzato il “venticello” e la battaglia sulle riforme potrebbe farlo a crescere a vento vero e proprio. Per fare un solo esempio, immaginiamo se Renzi dovesse ricevere un stop parlamentare su un qualche capitolo significativo del suo “cambiaverso”: altro che venticello o vento, sarebbe tempesta.

twitter@guidogentili1