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Insostenibili sono le Regioni del “no”, non i tagli. Ieri come oggi lo stesso film, e crescono le tasse

Che dicono le Regioni sui tagli alla spesa (4 miliardi) previsti dalla Legge di stabilità del governo RENZI? Questo: “I tagli sono insostenibili”. A meno che, ha aggiunto il Presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Piemonte, Sergio CHIAMPARINO, “non si incida sulla spesa sanitaria o con maggiori entrate”.

E’ ottobre, e i tagli alle Regioni sono “insostenibili” per definizione: ieri con la legge finanziaria, oggi con la legge di stabilità. Cambiano i governi e i parlamenti e lo schema si ripete. Ad esempio il 31 ottobre 2012 (ai tempi del governo MONTI) o il 13 ottobre 2005 (c’era il governo BERLUSCONI), ma si potrebbe scegliere un anno qualunque. Quanto alle maggiori entrate, le Regioni hanno sempre picchiato duro nel quadro dell’incompiuto e disastroso federalismo all’italiana.

Conviene ricordare dal 1970 al 2013 la pressione tributaria del fisco regionale è aumentata di 30 volte toccando i 138 miliardi (il 9% del Pil, nel 1970 era lo 0,3%), inclusa la quota di Iva trasferita dallo Stato. Mentre le sole spese correnti delle Regioni ammontavano, nel 2013, a 138 miliardi (salendo tra il 2003 ed e il 2013 ad un ritmo più che doppio rispetto a quello dell’inflazione).

Per non parlare di sprechi, scandali amministrativi vari e qualità dei servizi offerti, in qualche caso, da quarto mondo. Comunque sia, il taglio è sempre “insostenibile” (quello delle spese, non delle tasse).

  • Sauro |

    A me sembra che si parli tanto e nulla cambia,ci sono tanti progetti che infocano i cittadini e che poi non sono portati a termine, o lo sono mascherati da un forte blef che serve per accaparrarsi voti e consensi. In primo luogo la riforma del senato e dei privilegi di questa gentaglia che non si riesce ad estirpare con stipendi d’oro rimborsi faraonici e privilegi a non finire.
    Per non parlare della riforme delle Province che dovevano essere cancellate e invece gli è solo cambiato il nome (area Vasta -Citta Metropolitane),queste seguitano a gestire gli stessi soldi e garantendosi un controllo politico delle poltrone, nello specifico hanno tolto il voto al cittadino per decidere politicamente sul balletto delle poltrone che restano.
    Nessuno si è mai chiesto per quale motivo non tolgono le Regioni? (stipendi d’oro , Vitalizzi, ecc…….
    Ora cercano di risolvere il bene economico delle famiglie facendo mettere in busta paga il TFR, questi seguitano a volerci dare lo zuccherino per farci digerire la pillola che ci stanno preparando.
    Poi dai prossimi mesi nonostante le gravi e secondo il mio parere irrimediabili condizioni dell’Italia, inizieranno di nuovo le discussioni sulle coppie di fatto , le nozze gay ecc……. ma gli italiani ancora non hanno capito che questi signori tutti da destra a sinistra ci stanno prendendo per i fondelli?

  • Enrico |

    Che gli sprechi delle regioni devono cessare è sacrosanto e deve essere fatto, ma è altrettanto vero che le regioni non sono figlie di quella mala politica che oggi chiede loro dei ‘tagli’ e allora il ‘maestrino’ dall’annuncio facile Renzi se veramente vuole raggiungere questo risultato ABBIA IL CORAGGIO di indicare regione per regione cosa deve tagliare NON SI LIMITI A DARE I COMPITI A CASA SENZA SPORCARSI LE MANINE

  • Mariagrazia |

    In effetti, le Regioni sono state istituite nel 1970 e da allora tutto ciò che era stato previsto da chi era contrario (il Partito Liberale, se mi ricordo bene, e pochi altri)si è puntualmente verificato. Compreso il peggioramento del GAP nord sud, come dimostrò lo studio di Putnam pubblicato in Italia con il titolo “La tradizione civica nelle Regioni Italiane”. Ma il peggio, secondo me non è nemmeno l’enorme spreco di soldi e la corruzione endemica di 20 parlamentini di amici e conoscenti. E’ il disastro di leggi e leggine scritte da dilettanti allo sbaraglio che cambiano ogni 100 km. Io pagherei le tangenti per NON farli legiferare. SIGH

  • Pier |

    E’ ora che questi burocrati capiscano che il mondo e’ cambiato e non ci sono più’ soldi per i loro sprechi ed inefficienze. Anche nel pubblico bisogna introdurre efficienza, produttività e meritocrazia e questo non è ne di destra n’è di sinistra, e’ solo di buon senso. Si può e si deve erogare gli stessi servizi incidendo sui costi, tagliando sprechi e spese inutili o fuori controllo che in questo paese sono la regola. Bisogna rimboccarsi le maniche e pedalare invece di frignare.

  • Giuseppe |

    A mio avviso dovremmo eliminare la politica da regioni e provincie, per quanto riguarda I comuni non ne chiuderei/accorperei nessuno. Ricordiamoci infatti che molti piccoli centri vivono ancora grazie ai piccoli comuni che garantiscono un minimo di reddito e posti di lavoro, per altro il loro costo e’ estremamente contenuto e a tutto vantaggio della comunita’.Per quanto riguarda le regioni beh basta leggere un qualunque articolo di giornale per rendersi conto di inefficienze e ruberie clamorose.

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